Reintegrati alla Fiat di Melfi dal giudice i due delegati RSU della Fiom, Giovanni Barrozzino, Antonio Lamorte e l'operaio Marco Pignatelli: per la segreteria della FLMUniti-CUB è una grande soddisfazione.

 

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La loro vittoria è anche la vittoria degli operai della FLMUniti-CUB che da subito nelle diverse iniziative e con gli scioperi sono stati a fianco dei lavoratori licenziati.
La Fiat con il loro licenziamento ha tentato di ripetere quello che ha fatto altre volte: schiacciare la protesta degli operai che si opponevano contro l'aumento dei ritmi di lavoro.
Questa volta alla Fiat è andata male: gli operai ai licenziamenti hanno risposto con gli scioperi e il giudice, nonostante lo stuolo di avvocati fatti scendere in campo dalla Fiat, in tempi rapidi ha dato ragione agli operai.
La Fiat dovrebbe cominciare a capire che i licenziamenti e le rappresaglie non possono fermare le lotte degli operai che a causa del continuo aumento dei ritmi di lavoro non ce la fanno più sulle linee di montaggio.
Tantissimi operai a Melfi si sono ammalati, protusioni, tendiniti, ernie al disco e dolori articolari-muscolari sono le patologie più sofferte.
Cambiando nome alla metrica di lavoro come è stato fatto più volte e con i licenziamenti, non si possono cancellare le malattie che la Fiat, per aumentare i profitti ha causato.
Gli operai al rientro dalle ferie, loro malgrado, se la Fiat non cambierà strategia, dovranno di nuovo protestare e la FLMUniti-CUB non potrà che essere al loro fianco.
I sindacati consociativi, sempre pronti a firmare qualsiasi cosa “propone” loro Marchionne, non hanno mosso un dito in favore dei tre operai licenziati ed ora che il giudice ha confermato che la condotta della Fiat è stata antisindacale non potranno più nessuna accusa per giustificare il loro servilismo.

Melfi 10 Agosto 2010  

La segreteria della FLMUniti-CUB

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