Si è conclusa la requisitoria dei P.M. contro gli imputati al processo della ex Clinica Santa Rita, estremamente lineare ha messo in luce l'inutilità degli interventi chirurgici, la serialità degli stessi senza giustificazione clinica. Tutto finalizzato al raggiungimento del massimo profitto


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 Oggi si è conclusa la requisitoria dei P.M. Tiziana Siciliano, Grazia Pradella  contro gli imputati al processo della ex Clinica Santa Rita.
Nelle ultime tre udienze i P.M. hanno esposto i fatti e espresso le valutazioni conseguenti, sono state avanzate le seguenti richieste di pena:
21 anni per il primario chirurgo toracico Pier Paolo Brega Massone
14 anni di reclusione per Pier Paolo Presicci,
8 anni per Marco Pensara,
pene fra i 2 e 3 anni per gli altri imputati.

Nessuna attenuante generica concessa.

L’impianto accusatorio inizialmente ipotizzato e' stato confermato: truffa e falso; lesioni con l'aggravante della crudeltà, ovvero " una condotta malvagia priva dell'umana pietà"
La requisitoria estremamente lineare ha messo in luce l'inutilità degli interventi chirurgici, la serialità degli stessi senza giustificazione clinica. Tutto finalizzato al raggiungimento del massimo profitto  attraverso la richiesta e l’accumula dei D.R.G. più remunerativi.

“Primo non nuocere “è il concetto fondamentale della cura medica. Assolutamente disatteso.
La salute come merce qualunque che prospera principalmente in ambiente privato.
Il rapporto medico paziente con la sua soggettività tenuto sotto la suola delle scarpe.
Infine i D.R.G. modalità di finanziamento che monetizza la malattia diventando strada maestra per gli abusi.
Questi sono gli insegnamenti principali del processo e in particolare della giusta requisitoria del P.M.
A quando un sistema che paga la salute?

Per Medicina Democratica
Fulvio Aurora

Milano, 27 aprile 2010

 

 

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