IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI ROMA DE FIORE IGNORA LE CONDIZIONI DELLA SEZIONE LAVORO! Riduzione del 40% del personale di cancelleria e si appresta al trasferimento di numerosi magistrati - La situazione è talmente grave al punto di paralizzarne l’attività e negare giustizia ai cittadini.


La situazione inflitta al Tribunale del Lavoro di Roma è talmente grave al punto di paralizzarne l’attività e negare giustizia ai cittadini. Tale  situazione è andata sempre più peggiorando nel corso degli ultimi anni a causa di inspiegabili omissioni e provvedimenti.
La Presidenza del Tribunale di Roma ha disposto la riduzione del 40% del personale di cancelleria e si appresta al trasferimento di numerosi magistrati. 
Le cancellerie devono chiudere per carenza di personale.
L’ufficio iscrizioni è stato smantellato. Oggi accettano solo pochi ricorsi al giorno, pari al 5% e le file cominciano alle sette del mattino per depositare un ricorso dopo ore ed ore di attesa.
La mancanza di personale, il trasferimento dei giudici e lo smantellamento dell’ufficio iscrizioni non permette il regolare funzionamento del tribunale e provoca disguidi e difetti che incidono negativamente sia sui diritti delle parti processuali, che sulla durata del processo.
Questa a dir poco inopinata quanto ingiusta politica della Presidenza del Tribunale mira a chiudere la Sezione Lavoro, cancellare la Giustizia del Lavoro ed a rendere, quindi, inapplicabili i diritti dei lavoratori, almeno quei pochi  ormai rimasti in vigore.
La Presidenza del Tribunale Ordinario di Roma deve immediatamente annullare questa politica e disporre l’aumento dell’organico di tutto il personale, dei mezzi, delle strutture  e delle attrezzature, a partire dal ritorno del personale ingiustamente trasferito.
Invitiamo tutti i lavoratori, gli utenti, le organizzazioni e le associazioni del settore a esercitare ogni tipo di iniziativa e pressione sulle istituzioni affinché si raggiunga questo risultato e si difenda il diritto e la giustizia dei lavoratori.
Senza diritti e giustizia dei lavoratori non ci sarà uguaglianza, né libertà.

Roma 9 febbraio 2010

Le organizzazioni della CUB

 

 

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