Arese: tutti a Torino? No, grazie. Annunciato il trasferimento degli enti tecnici e di tutti i lavoratori di Arese a Torino.


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FLMUniti chiede l’immediato ritiro della procedura con l’apertura di una trattativa per dare un posto a tutti i lavoratori. Venerdì 30 ottobre assemblea dei lavoratori in Cigo ad Arese.
 
Nell’incontro di stamane presso Assolombarda la FIAT ha annunciato la procedura di trasferimento collettivo a Torino di tutti i lavoratori in cassa integrazione ordinaria a partire dal 4 gennaio del 2010.
 L’azienda ha motivato questa scelta con la necessità di riorganizzazione e di contenere i costi di funzionamento, e di concentrare tutte le attività di progettazione, sperimentazione, stile, qualità e tecnologie a Torino.
 La FLMUniti ha giudicato provocatoria e inaccettabile la motivazione addotta dall’azienda automobilistica e ha chiesto l’immediato ritiro della procedura dei trasferimenti.
 Di fatto FIAT ha chiarito definitivamente ciò che aveva già messo in pratica dal mese di giugno, quando aveva messo tutti i lavoratori in Cigo ordinaria, cioè chiudendo, di fatto, Arese, come avverrà ad aprile con Powertrain.
 FIAT, durante l’incontro, ha anche aggiunto che la concentrazione a Torino si rende necessaria per il fabbisogno di lavoro degli enti tecnici proprio in relazione alle attività inerenti le nuove vetture Alfa che dovranno essere progettate per il mercato americano, una decisione immotivata, considerando anche che in questa città non vi è nessuna capacità di sviluppare vetture di alta gamma.
 Il fatto che FIAT insista nel chiudere lo stabilimento di Arese significa che sul marchio Alfa, al di la delle parole, del suo rilancio in relazione all’accordo Chrysler, si sta in realtà imbrogliando l’opinione pubblica con azioni che vanno nel senso opposto.
 Domani, venerdì 30 ottobre ad Arese, alle ore 10 si terrà un’assemblea dei lavoratori in Cigo per discutere circa le iniziative opportune, e nei prossimi giorni si passerà a un’ora di sciopero per turno, oltre che per il tempo tuta, anche per cessare il ricorso alla mobilità, e per le 10 posizioni lavorative da salvaguardare, residui della mobilità aperta a fine 2008.
 Contemporaneamente però, oltre alla riduzione dei costi di gestione per la salvaguardia di questi 10, sembra che l'azienda voglia richiedere sabati di straordinario.

MILANO, 29 settembre 2009.

 

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