Chiude l’azienda e i lavoratori si fanno detective. Il Comitato Magentino Dignità e Lavoro e i lavoratori aderenti all’ALLCA-CUB hanno presentato un esposto per una verifica della chiusura della Novaceta.


Sospetti di speculazioni immobiliari nelle aree su cui sorge la fabbrica.

Lunedì scorso un gruppo di lavoratori della Novaceta, azienda leader al mondo nella produzione di filato di acetato, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano chiedendo che la magistratura inquirente verifichi l’intero iter che ha condotto alla chiusura definitiva dello stabilimento.
Un interessante numero di sottoscrittori, dai 23 iniziali a seguire (è possibile firmare presso il presidio presente sul piazzale dello stabilimento) a tutela centinaia di lavoratori cui è stato negato reddito, tranquillità e futuro, per una crisi pianificata da almeno tre-quattro anni, con forti interessi immobiliari, nemmeno così nascosti, da parte della proprietà sulle stesse aree.
Un intrico di scatole cinesi societàarie con i protagonisti di sempre, i soliti Ciardullo, Cimatti, Lettieri ed Eurinvest, attualmente proprietarie di gran parte delle aree, ancora industriali, del magentino, oltre che della Novaceta e della Saffa (documentate in un articolo di Gianfrancesco Turano sul Corriere della Sera dello scorso 24 aprile).
Aggiungiamo che il 6 marzo scorso, durante l’incontro tenuto nella sede della Provincia di Milano, i rappresentanti dei lavoratori avevano chiesto alle istituzioni il gratuito patrocinio nel caso in cui fosse stato necessario adire alle vie legali in un'eventuale vertenza, senza però ottenere fino ad ora nessuna risposta né dal Comune di Magenta né dalla Provincia stessa.

MAGENTA (MILANO) 26 giugno 2009.
 

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