Rettifica alle stime Roche: mobilità e licenziamenti. 65 lavoratori in mobilità e 40 interinali lasciati a casa nell’industria farmaceutica.

 

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Contrariamente alle affermazioni rilasciate dalla direzione, la ricaduta occupazionale contrasta con investimenti e utili.
I buoni risultati non portano sempre a fare nuovi investimenti senza licenziare. La Roche, a dispetto delle previsioni positive dell’austriaco Severin Schwan, ceo (Chief Executive Officer, ndr) dell’azienda, rilasciate al Sole 24 Ore, il 5 febbraio, ha aperto la mobilità per 65 profili/persone e la cessazione di 40 contratti a termine e interinali.
Infatti il 13 novembre del 2008 Roche Italia ha comunicato alle organizzazioni sindacali l'apertura della procedura di mobilità per ridurre il personale di 82 lavoratori, che con i ricollocamenti interni sono stati ridotti a 65, presso il sito produttivo di Segrate (Mi), oltre a interrompere il rapporto di lavoro per altri 40 con contratti a termine e interinali, su un organico complessivo di 359 dipendenti al netto di dirigenti.
Tale riorganizzazione è legata alla cessione a Bayer dei farmaci da banco e alla trasformazione in generici di alcuni farmaci etici, alla riduzione globale degli stabilimenti produttivi galenici ridotti da 33 nel ‘96 agli attuali 13, e a una politica italiana del farmaco che penalizza i farmaci di “marca” rispetto a quelli equivalenti, con restrizioni della spesa farmaceutica.
L'industria farmaceutica é il settore che ancora assicura a Roche il maggiore valore aggiunto alla politica industriale e quindi maggiori profitti. Tutto questo senza dimenticare che l'Italia é il quinto mercato farmaceutico al mondo e la rimborsabilità dei farmaci è maggiore rispetto ad altri paesi.
Infine, le misure di contenimento dei costi della spesa farmaceutica, a ogni livello, e i “ripetuti tagli dei prezzi dei farmaci” degli ultimi anni, erano prevedibili, in quanto previsti dal novembre 2001.
Nei fatti, il grande afflusso di denaro pubblico all'industria farmaceutica ha rimpinguato gli utili aziendali, le stock option ai manager, ed è stato utilizzato per gonfiare gli organici ISF (oggi considerati in esubero) e per potenziare politiche di marketing esasperato.
Per affrontare la crisi, le proposte di ALLCA CUB sono state, per prima cosa, la riduzione dell'orario con la settimana da quattro giorni (da 40 ore a 32), ridistribuendo il lavoro e mantenendo lo stesso stipendio, reinvestendo il tempo in attività di riqualificazione professionale e formazione. I cui costi sarebbero recuperati con un “accordo di sostenibilità à”, ricavando la differenza dalla rinuncia dei dividendi 2008 con riduzione degli stipendi del 10% di 51 dirigenti (4 milioni di euro).
In alternativa alla mobilità, l’altra proposta è una cassa integrazione a rotazione che farebbe risparmiare all'azienda i soldi dell' incentivo all'esodo (circa 2 milioni di euro), mantenendo in forza lavoratori in CIGS, con una integrazione salariale per 2 anni al costo di poco più di 700mila euro.
Ricordiamo che i risultati di Roche Italia nel 2007 hanno visto un fatturato di 928,1 milioni di euro, un utile netto di 15,6 milioni di euro ed un attivo circolante di 663,1 milioni di euro (fonte Bilancio di esercizio 2007, www.roche.it).

Milano 11 02 2009

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