Presso la fondazione lirica, non si conta più solo la morte di un macchinista del Piermarini. Amianto alla Scala, già tre lavoratori ammalati.


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Quasi tre mesi fa la Confederazione Unitaria di Base aveva segnalato la presenza della pericolosa fibra all’interno del teatro.
Un singolo evento è un fatto, due una coincidenza e tre una casistica. Con tre ammalati, e purtroppo già un morto, a questo punto è difficile sostenere che l’amianto alla Scala non ci sia.
“E’ uno scandalo” afferma Guido Trifiletti, segretario regionale della Confederazione Unitaria di Base “soprattutto alla luce di una ristrutturazione dell’intera struttura che risale a pochissimi anni fa.”
Già il 26 novembre proprio la CUB, insieme a un gruppo di lavoratori, aveva infatti reso noto che all’interno dei locali frequentati dalle maestranze tecniche e dai vigili del fuoco era presente la fibra di questo dannoso materiale.
Il rinvenimento era avvenuto nel rivestimento delle bocche dei fari sala, nella zona cupola, appartenente alla parte storica dell’edificio, soprastante la platea, oltre che sparso all’interno del locale delle parti adiacenti le passerelle di servizio.
“Per tutelare la salvaguardia della salute dei dipendenti, e anche dello stesso pubblico che frequenta il teatro, insieme a questi lavoratori avevamo richiesto un’immediata verifica da parte della dirigenza e delle autorità competenti la Fondazione, richiedendo anche una tempestiva bonifica dei locali in cui era segnalata la presenza dalla fibra di questo pericoloso materiale.” precisa Trifiletti. “Vorrei ricordare anche che non stiamo parlando del tetto di un capannone con il tetto in eternit, ma probabilmente del più prestigioso teatro dell’opera del mondo.”
A suffragare questa tesi, apparentemente rimasta del tutto inascoltata, oltre alla morte sospetta di un vigile del fuoco a causa del mesotelioma pleurico, patologia direttamente legata alla fibra di amianto, e la malattia di un suo collega ammalatosi della stessa patologia, c’era il caso di un macchinista del Piermarini, Enzo Mantovani.
A questi, morto di amianto (mesotelioma pleurico), il 13 dicembre del 2007 era stato riconosciuto, postumo, dal Tribunale del Lavoro un risarcimento di 202 mila euro per danni biologici e morali. A essere condannato al risarcimento proprio il Teatro alla Scala, suo datore di lavoro per 26 anni.


Milano 12 02 2009.

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