Milano, carica contro gli operai. I lavoratori dell’azienda milanese INNSE, in lotta per il loro posto di lavoro, malmenati dalle forze dell’ordine. Previsto un presidio di fronte ai cancelli della struttura produttiva che a dispetto della dismissione continua a ricevere commesse.

 

Previsto un presidio di fronte ai cancelli della struttura produttiva che a dispetto della dismissione continua a ricevere commesse.

Due cariche della polizia hanno interrotto, almeno per il momento, l’occupazione dell’INNSE Presse di via Rubattino, in Lambrate, a Milano, da parte dei suoi stessi lavoratori.
Alle cinque del mattino l’ex datore di lavoro, l’imprenditore piemontese Silvano Genta, scortato da circa 200 unità di rappresentanti delle forze dell’ordine ha forzato il blocco dei lavoratori. Questi ultimi, con l’obiettivo di evitare che fossero portati via i macchinari presenti all’interno, si sono inizialmente visti sbarrare la strada, e sono successivamente stati caricati dagli agenti, con il bilancio di un certo numero di feriti lievi e uno più grave, ricoverato all’Ospedale Santa Rita.
La vicenda di questa fabbrica è esemplare. In un primo momento Genta acquistò l´azienda, allora commissariata, a un prezzo inferiore al suo valore con l´impegno di rilanciarla, fino al 31 maggio scorso, giorno in cui ha inaspettatamente dichiarato cessata l´attività mandando tutti a casa.
Per tutta risposta le 49 tute blu avevano occupato lo stabilimento continuando a lavorarvi. Oltre a questo, un imprenditore bresciano, Diego Penocchio, presidente del gruppo bresciano Ormis, si era dichiarato non solo disposto assorbire tutti i lavoratori in forza, ma addirittura a operare un vero rilancio aziendale, con la promessa di portare a 200 gli operai e i lavoratori addetti, e a pagare i salari arretrati che la gestione Genta si era rifiutata di corrispondere.
La decisione presa dalla magistratura, che aveva posto la fabbrica sotto sequestro, non aveva nulla a che fare con difficoltà economiche o produttive, perché l’INNSE non ha mai avuto problemi di commesse, ma ha al contrario, ha continuato a lavorare a pieno regime.
Il nodo della questione, al di fuori di ogni logica, esclusa quella della lottizzazione, è che la proprietà del terreno, l’immobiliare Aedes, quotata in borsa, d’accordo con la ex proprietà, ha in mente di destinare il terreno all’edilizia, in previsione dell’ EXPO 2015.
I lavoratori continueranno la protesta con la presenza di un presidio di fronte allo stabilimento.

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