Comunicato Stampa


La CUB è impegnata a organizzare di nuovo una serie di attività per contrastare la logica del mercato selvaggio in materia di sanità. In preparazione una manifestazione a Milano e lo sciopero generale in tutta la regione.  

Contro i ticket introdotti dalla Regione Lombardia la CUB, Confederazione Unitaria di Base, aveva lanciato una raccolta di firme: la protesta dei cittadini, che in migliaia hanno firmato la petizione popolare contro i ticket, però, è servita a poco o nulla.  

La giunta Formigoni ha risposto infatti con provvedimenti-farsa che hanno dato poco ai malati cronici, esentato solo una piccolissima minoranza dei cittadini (ciechi, sordomuti, ex deportati, pazienti sotto terapia del dolore e infortunati sul lavoro per il periodo dell’infortunio). In compenso, inoltre, è stato introdotto un nuovo aumento.

Infatti dal 10 marzo è stato introdotto il cosiddetto superticket :per esami di laboratorio e prestazioni specialistiche il prezzo è aumentato di ben dieci euro passando da 36 a 46 euro.  

Cub chiama ancora una volta i lavoratori, i pensionati, i giovani a mobilitarsi per impedire un ulteriore attacco alle condizioni di vita e al diritto alla salute attraverso lo smantellamento della sanità pubblica.  La riduzione dei ticket ai cronici non è sufficiente: il provvedimento (da due euro a confezione a uno) e l’esenzione per le categorie che rappresentano una minoranza esigua dei cittadini non eliminano l’ingiustizia compiuta e suonano anzi come una beffa.  

La Regione Lombardia continua a far pagare i ticket, anche ai cassaintegrati e ai lavoratori in mobilità e alle loro famiglie e a tutti i cittadini:

  • 2,00 euro per confezione di farmaci prescritti su una ricetta
  • 4,00 euro per due confezioni  su una ricetta
  • 35,00 euro per la sola visita specialistica in Pronto Soccorso
  • 50,00 euro per le altre prestazioni diagnostiche o terapeutiche correlate alla visita specialistica in Pronto Soccorso.

Resta fermo a 8.263 euro il limite di reddito annuo per poter godere dell’esenzione.  

Questa ulteriore tassa si aggiunge alla riduzione dei servizi, al taglio dei posti letto ( 5.050 nella regione) alla chiusura degli ospedali pubblici, alle lunghe le liste d’attesa. Nella sola Milano sono stati chiusi circa 70 punti di riferimento Socio Sanitàrio.

Mentre si tagliano le risorse per la Sanità si spendono 40.000 miliardi di lire in spese militari.


Milano marzo 2003

 

Informazioni per la stampa:  tel. 02-2666289
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