Comunicato Stampa

TRASPORTO AEREO:

CUB, CON LE ESTERNALIZZAZIONI A RISCHIO MIGLIAIA DI POSTI.

TIBONI, PROTESTE DOVUTE A COMPRESSIONI DIRITTI E SCIOPERI.


    ‘’I veri problemi di Alitalia sono legati al progressivo spezzettamento in piccole societàà della compagnia di bandiera, alla privatizzazione e alla esternalizzazione del vettore’’. Lo afferma la Cub-Trasporti.

   Il sindacato di base sottolinea che ‘’mentre grande visibilità hanno avuto le assenze con certificato medico, sono a rischio migliaia di posti dei lavoratori di terra oltre a quelli di volo’’.

   Secondo la Cub-Trasporti ‘’Alitalia risente della liberalizzazione e deregolamentazione del settore, accettata da Cgil, Cisl e Uil, che si traduce nei fatti in un abbattimento del costo del lavoro’’. ‘’I lavoratori di terra – sottolinea l’organizzazione – sono in contratto di solidarietà da un anno e si sono visti ridurre i salari di 70-80 euro al mese. Ma  poi l’azienda ha assunto centinaia persone con contratto a tempo determinato, chiede migliaia di ore di straordinario, non rinnova il contratto e poi lamenta, tatticamente, di dover ridurre il personale. Nel frattempo abbonda il precariato che aumenterà con la divisione in più societàà e le esternalizzazioni’’.

   ‘’Invece di pensare a un forte progetto di sviluppo – ha affermato Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale della Cub – il management di Alitalia si è limitato a comprimere i diritti dei lavoratori. Allo stesso tempo il diritto di sciopero è stato limitato in maniera grave nel comparto e questo ha portato a forme di protesta come quelle degli assistenti di volo e dei lavoratori della Sea di Milano. Il fatto che la societàà abbia respinto ogni richiesta dei lavoratori ha costretto gli stessi a forme atipiche di lotta che non potranno che aumentare se non vi sarà una radicale modificazione del comportamento del vettore’’.

‘’Molto gravi – ha proseguito Tiboni – sono anche le condizioni di lavoro dei dipendenti nelle societàà di gestione aeroportuale come la SEA e che hanno portato a Linate a uno sciopero spontaneo e improvviso che ora l'azienda sta tentando di sanzionare.

La Sea
- ha concluso il coordinatore - ha disdetto tutti gli accordi sindacali, utilizza lavoro precario, non ha risolto i problemi della sicurezza e della salute dei dipendenti, e non ha chiarito le prospettive nell'hub di Malpensa''.

Milano 5 giugno 2003

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