Sciopero generale del 24 ottobre di Cgil-Cisl-Uil per riottenere la concertazione? No grazie! ” Ci sono tre buoni motivi per le Confederazioni  Cgil-Cisl e Uil per scioperare il prossimo 24 ottobre:

 

  1. rivendicare il ruolo essenziale della concertazione tra le parti sociali, unitamente alla politica dei redditi ed agli accordi sul costo del lavoro del luglio ’93;
  2. opporre alla riforma del sistema previdenziale, voluta da Berlusconi e realizzata da Tremonti, la vigente riforma Dini del 1995;
  3. riaffermare il peso sociale delle Confederazioni sindacali, da spendere nella spartizione dei profitti conseguenti all’affare del secolo: i fondi pensione integrativi, cogestiti da Consigli di Amministrazione dove anche questi sindacati hanno un ruolo essenziale.


Al tempo stesso, ci sono sicuramente molte altre ragioni per non condividere questi “buoni motivi” dei confederali e non scioperare il prossimo 24 ottobre.

Per praticità vediamone soltanto tre:

  1. la scelta politica della concertazione ha trasformato profondamente la natura ed il ruolo storico dei sindacati, trasformandoli in puri cogestori di trattative tra le parti, sempre più lontani dai reali bisogni dei lavoratori. Anche questa scelta ha reso i lavoratori, di fatto, sempre più soli nei posti di lavoro e sempre con meno diritti;
  2. la difesa della riforma Dini ribadisce la piena rivendicazione di una legge che ha spaccato in due tronconi il mondo del lavoro dipendente, con la scellerata divisione tra coloro che avevano in tale anno almeno 18 anni di versamenti che conservano il sistema retributivo per il calcolo della pensione, e chi avendone meno prosegue il suo percorso lavorativo con un sistema previdenziale calcolato con il contributivo;
  3. la gestione dei fondi pensione è una vera e propria fregatura per molti ed un affare colossale per pochi, tra questi i cari sindacati confederali.


E’ impensabile affidare il proprio TFR (la vecchia liquidazione), che è e spetta ad ogni lavoratore, a questi “comitati di affari” attraverso la sua gestione nei fantomatici e pericolosi fondi pensione integrativi.

Per queste ragioni, la Cub Scuola, non sciopererà il 24 ottobre ma, insieme a decine di migliaia di lavoratori aderisce allo sciopero generale del sindacalismo di base di venerdì 7 novembre, rivendicando la propria piattaforma sociale e partecipando alla prevista manifestazione a Milano a Largo Cairoli.

Roma, 22 ottobre 2003

                            p. la CUB Scuola – Federazione di Roma

                                        
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