COMUNICATO STAMPA 


Ottime scarpine
per bambini ma orrende condizioni di lavoro
Gusella: nessun rispetto per la dignità e i diritti di chi lavora 
Chi non conosce la qualità delle scarpine Gusella? In più i negozi Gusella hanno in genere ottimo personale che serve molto gentilmente i clienti nei negozi.
Ma come la massaia che nasconde la polvere sotto il tappeto Gusella tratta male i lavoratori.  
Infatti i lavoratori della Gusella precedentemente addetti al magazzino di via G. Bensi (MI) da alcuni mesi sono stati trasferiti in un capannone a Buccinasco in condizioni di degrado. Sono costretti a lavorare in assenza di servizi igienici, di spogliatoi, di un adeguato impianto di riscaldamento (e nei mesi scorsi hanno sofferto molto il freddo), e inoltre non hanno nemmeno normali vie di fuga in caso di pericolo. 
Ma non è tutto: non hanno ricevuto alcuna informazione/formazione sui rischi per la sicurezza e la salute, le misure e le attività di protezione e prevenzione adottate (artt. 21 e 22 d.lgs 626/a4).
E’ stato chiesto a questo proposito l’intervento della ASL competente per il territorio.
E per giunta, oltre ad aver determinato condizioni di lavoro pessime, il trasferimento ha suscitato anche grande preoccupazione tra i lavoratori che non vedono prospettive sicure dal punto di vista dell’occupazione per il futuro.
Alcune settimane fa come rappresentanti dei lavoratori abbiamo chiesto un incontro con l’azienda sulle condizioni di lavoro e sulle prospettive occupazionali ma Gusella fino ad oggi ha rifiutato l’incontro. 
Per protestare contro questo atteggiamento ottocentesco DOMANI, 30 aprile, i lavoratori del magazzino saranno in sciopero per 4 ore: faranno il loro primo presidio nel punto vendita di corso Vittorio Emanuele 37/b dalle 9,30 alle 11,30  distribuendo materiale informativo sulle loro condizioni di lavoro.
Se Gusella continuerà a rifiutare l’incontro con i lavoratori, indispensabile per risolvere i problemi di oggi e dare garanzie per il futuro,  i lavoratori continueranno a presidiare i diversi punti vendita per ottenere la dignità e i diritti negati. 
Info: fabia caporizzi 349 1937558 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
30 aprile 2004

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