COMUNICATO STAMPA
SCIOPERO GENERALE DEI LAVORATORI DEL SETTORE PUBBLICO E DELLA SCUOLA  
il 21 MAGGIO 2004  
MANIFESTAZIONE NAZIONALE
A ROMA ORE 9,30 P.ZZA INDIPENDENZA 

Saranno oltre cinquantamila i lavoratori che venerdì 21 Maggio daranno vita al corteo organizzato da Rdb CUB e CUB Scuola in occasione dello sciopero generale dei dipendenti pubblici e della scuola e dei lavoratori precari di tutti i settori della Pubblica Amministrazione. ll corteo, che vedrà in testa i precari, partirà da Piazza Indipendenza si concluderà sotto la sede del Ministero del lavoro a Via Veneto.
“Lo sciopero è stato proclamato il 20 aprile, ben prima di Cgil Cisl Uil - afferma Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale CUB -e i contenuti sono fortemente alternativi a quelli di Cgil Cisl Uil: immediato rinnovo dei contratti con aumenti salariali di 300 euro a recupero della inarrestabile perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni, assunzione degli oltre 250.000 lavoratori precari della pubblica amministrazione, per una nuova scala mobile che tuteli le retribuzioni e le pensioni, per il rilancio e la riqualificazione della Pubblica Amministrazione, contro ogni privatizzazione della previdenza pubblica attraverso l’istituzione di quella complementare.
Le scellerate scelte politiche operate in questi anni dai vari governi succedutisi alla guida del Paese hanno degradato oltre ogni limite le condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori dipendenti e in specie dei lavoratori pubblici”. Ecco per esteso le motivazioni dello sciopero del 21: 
- La politica dei redditi, sostenuta dalla concertazione sindacale, insieme all’abolizione della scala mobile, ha prodotto una perdita del potere d’acquisto degli stipendi del 17,9% come testimoniano diversi istituti di ricerca ;
- L’introduzione, con il pacchetto Treu prima e con la legge 30 poi, delle più svariate     forme di contratti precari (tempo determinato, co.co.co., interinali, a progetto, ecc.) è stata la legalizzazione del precariato anche nella pubblica amministrazione dove il fenomeno interessa, dati Aran, 256.370 lavoratori;
 - Le privatizzazioni di interi settori pubblici attraverso le varie riforme Bassanini, ora utilizzate pesantemente dal governo Berlusconi, stanno portando allo smantellamento dei servizi pubblici con pesanti ricadute su dipendenti e cittadini;
 - L’attacco del governo alle pensioni, partito dieci anni fa con la riforma Dini, ha l’effetto di rendere estremamente incerto il futuro dei lavoratori e scippare loro anche la liquidazione per alimentare il mercato finanziario attraverso i fondi pensione;
- Le politiche fiscali, all’insegna dei parametri di Maastricht, con il falso messaggio della riduzione delle aliquote Irpef hanno il duplice scopo di ridurre realmente le tasse solo ai profitti e ai redditi alti e costringere le autonomie locali, strangolate dai tagli dei finanziamenti statali, a imporre nuovi balzelli, soprattutto sui redditi da lavoro dipendente, per poter mantenere i servizi sociali erogati (sanità, servizi alla persona, ecc.) a livelli inverosimilmente accettabili. È altresì inaccettabile il modo con cui questo governo sta affrontando i problemi dei propri dipendenti con ritardi nei rinnovi dei contratti, tagli degli stanziamenti, rifiuto di qualsiasi confronto con i lavoratori, risorse irrisorie (50 euro) per i contratti, nessuna previsione di assumere i precari (anzi). Da alcuni mesi a questa parte stiamo assistendo ad una vera e propria rivolta del mondo del lavoro, gli autoferrotranvieri prima, alcuni settori del pubblico impiego poi, oggi gli operai di Melfi e i lavoratori dell’Alitalia stanno manifestando, oltre che la rabbia ed il disagio per una condizione di vita oramai insopportabile, una grande determinazione nel voler affrontare e risolvere i loro problemi a partire dalla questione salariale.  
       Oggi è necessario il rilancio dell’iniziativa dei lavoratori pubblici, di un nuovo protagonismo di tutto il lavoro dipendente per sconfiggere definitivamente la politica di concertazione e, rimettendo al centro gli interessi generali dei lavoratori, avviare una inversione di tendenza nelle scelte politiche neoliberiste del Governo.    
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SCIOPERO GENERALE DEL SETTORE PUBBLICO PER : 
- L’assunzione Di Tutti I Lavoratori Precari Della P.A.
- Salari Europei
- Una Nuova Scala Mobile
- Il Rinnovo Immediato Dei Contratti
- Il Rilancio E La Riqualificazione Della P.A.
- Un Fisco Più Equo E Solidale
 -Il Diritto Ad Una Vecchiaia Dignitosa 
In particolare i
LAVORATORI DELLA SCUOLA SCIOPERANO
PER

aprire la vertenza per il contratto, scaduto da cinque mesi e forti aumenti retributivi in paga base per docenti ed ATA
l’immissione in ruolo dei colleghi precari
la difesa dell’organico
il ritiro della Riforma Moratti
la libertà di assemblea, di contrattazione, di organizzazione sindacale
CONTRO
la precarizzazione della categoria
la continua riduzione delle risorse per la scuola pubblica
l’aumento degli alunni per classe
l’attacco alle libertà sindacali
la riduzione del tempo scuola impostoci dalla Riforma Moratti
Lo sciopero dei 21 maggio è strettamente legato alla mobilitazione che si sta sviluppando nelle scuole contro l’attacco al tempo pieno, agli organici, alla qualità della scuola e servirà a coordinare e sviluppare le prossime iniziative di lotta dal blocco delle adozioni dei libri di testo al rifiuto del tutor sino al blocco degli scrutini.
19 maggio 04
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