COMUNICATO STAMPA 
La Commissione Lavoro della Camera ha convocato un’audizione per la legge delega sulla riforma pensionistica per lunedì prossimo,  28/6,  invitando solo Cgil, Cisl e Uil. 
RIFORMA PENSIONI: CONVOCATE CGIL, CISL E UIL. 
E LA CUB? 

Tiboni, coordinatore nazionale: “La CUB ha chiesto un Incontro ma a tutt’oggi non ci è arrivata nessuna convocazione. Non vorrei che fosse una discriminazione attribuibile al fatto che siamo l’unica organizzazione che si oppone al decreto legge governativo”. 
La Commissione Lavoro della Camera ha convocato un’audizione sulla legge delega per la riforma delle pensioni: sono stati chiamati i sindacati confederali Cgil Cisl e Uil ma alla CUB, la Confederazione Unitaria di Base, quarto sindacato italiano, la convocazione a tutt’oggi non è ancora arrivata.
“Se la Commissione Lavoro dovesse escludere la CUB dall’audizione – afferma Pier Giorgio Tiboni, coordinatore nazionale CUB,- sarebbe un fatto grave, una vera e propria discriminazione. Non vorrei che fosse attribuibile – continua Tiboni - al fatto che la CUB è l’unica organizzazione che si oppone al decreto legge governativo, allo scippo del TFR attraverso il meccanismo del silenzio-assenso, nonché l’unico sindacato che presenta proposte di difesa e rilancio del sistema previdenziale pubblico”.  
Il progetto della CUB per battere Governo, Confindustria e il liberismo alla base delle scelte di Cgil-Cisl-Uil prevede diversi punti:
L’aumento delle pensioni in essere per garantire il diritto ad una vita dignitosa a tutti ( 4 milionii di pensionati e invalidi percepiscono 402 euro mensili e 7.254.366 non raggiungono i 516 euro)
L’aggancio delle pensioni all’andamento reale dei prezzi e della dinamica salariale
Il ripristino del calcolo retributivo per tutti per garantire continuità dei trattamenti salariali in godimento all’atto del pensionamento e ripristinare la solidarietà intergenerazionale
Mantenimento delle pensioni di anzianità e rafforzamento delle misure a sostegno dei lavoratori precoci, dei lavori usuranti e dei lavoratori esposti all’amianto
Piena disponibilità per i lavoratori del TFR con riduzione del prelievo fiscale, la costituzione di un Fondo pubblico presso l’INPS che assicuri ai lavoratori gli attuali criteri di utilizzo e di rivalutazione del proprio tfr e all’Ente un impiego più redditizio delle risorse accantonate con evidenti benefici per il sistema previdenziale pubblico
Un nuovo modello di finanziamento del sistema previdenziale pubblico basato anche sulla ricchezza che l’intero sistema crea.
Aumento e graduale parificazione dei contributi previdenziali per i co.co.co. artigiani e autonomi a quelli del lavoro dipendente. Copertura contributiva adeguata per tutti, anche nei periodi di precariato
Esentare le pensioni dalle trattenute fiscali a partire dalle fasce di reddito meno elevate
Rendere effettiva la separazione tra assistenza e previdenza ponendo fine ad un uso improprio dei contributi previdenziali versati dai lavoratori dipendenti
Attuare concretamente la lotta all’elusione e all’evasione contributiva (30 mld annui di euro) rafforzando gli organici dei ruoli ispettivi
Favorire una sostanziale omogeneità di trattamento per i dipendenti pubblici ai quali è applicato il rapporto di lavoro privato solo quando fa comodo.
Inoltre la CUB è l’unica organizzazione sindacale che denuncia un vero e proprio saccheggio dei contributi previdenziali versati dai lavoratori dipendenti.
Per decenni, quando cgil-cisl-uil e Confindustria amministravano l’Inps, si è operato un vero e proprio saccheggio dei contributi versati dai lavoratori dipendenti: se cosi non fosse stato oggi l’Inps avrebbe un patrimonio attivo di alcune centinaia di migliaia di miliardi di lire (alcune migliaia di miliardi di euro). I contributi pensionistici versati dai lavoratori dipendenti sono stati utilizzati per interventi (sgravi contributivi alle imprese, pensioni dei lavoratori autonomi, l’integrazione al minimo, le pensioni sociali, ecc.) che dovevano essere a carico della fiscalità generale.
Milano, 25 giugno 2004

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