"Lavoro precario, diritti negati in una città dove si naviga a vista "  
La cecità “manageriale” del gruppo dirigente dell’ATM di Messina ha ormai raggiunto livelli che sono sotto gli occhi di tutti.
Il presidente Cardile e il suo Consiglio d’Amministrazione, dopo avere giustamente preteso ed ottenuto dall’Amministrazione Municipale i servizi sulla viabilità urbana, da otto mesi ormai non è stato in grado di dare un minimo di programmazione tecnico-organizzativa alla necessaria ristrutturazione Aziendale.
Non comprendiamo se tutto ciò dipende da incapacità o mancanza di volontà, in ambo i casi, ne siamo seriamente preoccupati.
Nell’incontro del 28 giugno u.s., tra la RdB/CUB, Alai/Cisl, i sindacati autoferrotranvieri di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cisal, Cildi e il Presidente dell’ATM avv. Giuseppe Cardile, abbiamo avuto modo di manifestare la nostra forte contrarietà alla delibera che l’ATM ha inviato all’Assessorato Regionale poiché la richiesta di finanziamento per il piano di fuoruscita, a nostro giudizio non è adeguato alle legittime aspettative dei lavoratori e allo spirito delle leggi e circolari esplicative della Regione Siciliana volte a convogliare i precari verso un lavoro stabile, cosa che certamente non può essere garantita con la delibera dell’ATM del 25 giugno.
Infatti essa prevede, con l’assunzione attraverso i contratti a termine e part-time, per i lavoratori, ancora una volta la prospettiva di un futuro incerto e precariato.
Se a tutto ciò aggiungiamo come è stato fatto rilevare dalla RdB/CUB e Alai/Cisl che nella delibera “burla”, mancano gli elementi necessari ed essenziali per la valutazione da parte dell’Assessorato preposto, e cioè:
manca il piano di fuoruscita adeguato alle figure che contempli anche le nuove attività che il Comune di Messina ha trasferito all’ATM;
manca l’elenco delle mansioni alle quali i  lavoratori saranno adibiti;
manca il concorso di spesa dell’Azienda per addetto;
manca la quantità di ore lavorative settimanali.
E quindi molto probabile che la stessa delibera ritorni bocciata al mittente o nella migliore delle ipotesi che l’Assessorato Regionale la restituisca con la richiesta di chiarimenti.
In ogni caso il rischio è che i tempi necessari per la rivisitazione della delibera in questione ed il suo perfezionamento ex novo facciano superare le scadenze già stabilite.
Per tutto ciò, per la protervia e la cecità “politico-manageriale” è palese che qualcuno sta giocando allo sfascio.
Questa città vuole cambiare, “andare in serie A”, non solo nel calcio, ma soprattutto nel campionato dei diritti e del buon governo a tutti i livelli.
Questa città è stanca di vedersi sottrarre supinamente posti di lavoro da chi dei disoccupati e i precari si serve solo quale serbatoio elettorale per le stranezze di politica perversa, incapace di garantire neppure quel poco di lavoro esistente (Sanderson, Pirelli, Snav, Telecom s.r.l., Smeb ecc.)
Gli LSU dell’ATM di Messina, con la loro vertenza, hanno avuto il coraggio di rompere una consuetudine fatta di attese interminabili, ricatti e promesse mai onorate. In una parola, di rassegnazione alla precarietà e al non lavoro.
La vertenza dei 94 LSU dll’ATM, per le caratteristiche e con cui è condotta, ha contribuito a fare da apripista in una Messina che si ribella al dramma del lavoro precario e della disoccupazione.
Questi lavoratori chiedono una stabilizzazione reale, che tenga conto anche delle competenze acquisite anche negli anni di servizio durante il quale, a carico esclusivo della Regione, hanno svolto mansioni redditizie per una ATM  costantemente in deficit, in  carenza cronica di personale e profondamente inadeguata ad assicurare ai cittadini un servizio dignitoso.
L’ATM però continua a volere ritardare l’attivazione dei nuovi servizi di viabilità e mobilità urbana.
Inoltre la RdB/CUB vuole sapere come l’ATM utilizzerà la dote, fornita dalla Regione Sicilia, che ogni lavoratore porterà nelle casse dell’azienda.
I lavoratori, dunque, continuano la mobilitazione con forme di lotta, che verranno  adeguate agli  ostacoli che man mano si sovrapporranno durante il percorso che li separa da un lavoro vero e stabile.
Parliamo alla città intera e chiediamo con forza al presidente Cardile di assumere gli impegni finora disattesi: la modifica sostanziale del piano di fuoriuscita dal precariato e l’apertura di un vero tavolo di trattative che permetta ai sindacati di valutare le possibili variazioni del piano di stabilizzazione, la natura e la qualità delle mansioni da attribuire a ciascun L.S.U. e di fare delle proposte in merito alla pianta organica dell’ azienda.  
La data del 7 luglio, che è stata scelta dal prefetto per convocare le parti, sarà la prossima occasione per valutare le intenzioni dell’ATM . I lavoratori, di fronte ad ulteriori perdite di tempo, non esiteranno ad intraprendere azioni di lotta ancora più forti e visibili, avranno allora bisogno della massima solidarietà e dell’appoggio concreto dei cittadini anche perché difendendo il proprio posto di lavoro difendono il diritto di tutti  ad  un trasporto pubblico efficace, al sicuro dall’incapacità e dai malcelati appetiti privatizzatori e di interessi estranei alla città e i suoi cittadini 
Messina 3 luglio 2004
                                                    Per il Coordinamento Provinciale
                                                                   Filippo Sutera.   
 

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