PENSIONI: LA RIFORMA IN DISCUSSIONE ALLA CAMERA AFFOSSA IL SISTEMA  PREVIDENZIALE PUBBLICO E RADDOPPIA LA CONTRIBUZIONE DEI LAVORATORI DIPENDENTI CON LO SCIPPO DEL TFR A FAVORE DEI FONDI PENSIONE.
LA CUB PROMUOVE SCIOPERI E FERMATE IN TUTTI I LUOGHI DI LAVORO, PRESIDI DAVANTI A MONTECITORIO E ALLE PREFETTURE DELLE PRINCIPALI CITTÀ, PER PREPARARE LO SCIOPERO GENERALE 

Per la Confederazione unitaria di base, la riforma delle pensioni in discussione alla Camera, ''affossa il sistema previdenziale pubblico e la Possibilità à per i lavoratori di avere una pensione dignitosa''.
La cub promuove scioperi e fermate in tutti i luoghi di lavoro, presidi davanti a Montecitorio e alle prefetture delle principali città, per preparare lo sciopero generale.
La Cub contesta, in particolare, l'ipotesi di introduzione del “silenzio assenso” riguardo il trattamento di fine rapporto, il TFR.
Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale dell'organizzazione sindacale, contesta che ''passato il termine di sei mesi, se il lavoratore non si è espresso, il TFR verrà automaticamente versato nei fondi pensione. Tra l'altro – ha aggiunto - la liquidazione è lo strumento che consente ai precari di sopravvivere tra un lavoro e l'altro. I contributi di conseguenza verranno raddoppiati con lo scippo del TFR''.
La Cub non considera chiusa, con il voto di fiducia, la partita pensioni: rilancerà le proprie controproposte: agganciare le pensioni ai salari e all’inflazione reale, aumentare le pensioni minime, unificare i criteri di conteggio della pensione stabilendo per tutti il principio del calcolo sulla base delle ultime retribuzioni.
Cgil, cisl e uil, arroccate a difesa della riforma Dini, che ha avviato lo smantellamento del sistema previdenziale pubblico con l’introduzione del calcolo contributivo e dei fondi pensione, condividono il silenzio assenso sullo scippo del TFR e ancora una volta propongono una linea inadeguata e di fatto subordinata al disegno governativo contenuto nella legge delega.                   
Milano 19/07/2004

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