INCIDENTE FERROVIARIO A CUNEO: 2 MORTI E 30 FERITI.
Certo non è proprio un buon inizio questo per il nuovo amministratore delegato del Gruppo FS Catania: un morto subito dopo ferragosto a Bologna dove un operaio di una ditta d’appalto è rimasto folgorato, 2 morti – una capotreno ed una viaggiatrice a Cuneo oggi. 
E’ evidente che il nuovo A.D. Catania raccoglie le conseguenze di quanto è stato fatto, o meglio non fatto, dalla precedente gestione Cimoli in termini di sicurezza del servizio e di difesa della integrità fisica dei lavoratori.
E’ proprio qui sta il punto: è stato fatto il necessario per limitare gli incidenti ferroviari ?
NO, rispondiamo noi, anzi si è organizzato e si continua ad organizzare il servizio di trasporto ed il lavoro degli addetti sempre più ai limiti del rischio:
La ormai massiccia e continua diminuzione del personale addetto (uno scambio è ceduto – negli anni scorsi esisteva un controllo quotidiano fatto da dei lavoratori addetti e specializzati, oggi sostituiti da controlli a lunghi periodi).
La manutenzione che oggi è inefficiente, quando non è assente, per il raggiungimento dell’obiettivo della minore spesa. Va anche detto che trattandosi di treno del trasporto regionale questi costi aggiuntivi si tende a scaricarli sulle societàà che nei prossimi anni gestiranno questo servizio.
Investimenti non utilizzati per la risoluzione dei problemi di salute e sicurezza ma per l’introduzione di tecnologie che in genere rispondono più alla capacità di diminuire l’impiego del personale che alla sua efficienza ed utilità sociale, e per mantenere uno stuolo di quadri/dirigenti addetti ad inutili commissioni d’inchiesta.
Il tutto in un quadro di fondo che tende a considerare la salute dei lavoratori e la sicurezza del servizio solo da un punto di vista di “accadimenti percentuali”. Cioè definiti statisticamente dei limiti ci si preoccupa seriamente solo se questi limiti vengono superati.
Nell’incidente di Cuneo sia che il binario abbia ceduto o che ci siano stati errori da parte del macchinista o di un addetto della stazione, il ragionamento non cambia. 
Oggi la sicurezza del trasporto ferroviario è messa in dubbio dalle scelto di riorganizzazione che le ferrovie stanno facendo ormai da anni.
Il servizio sociale non può dipendere dalle regole del profitto, a maggior ragione quanto si tratta di servizi la cui erogazione dipende dal buon funzionamento di un sistema abbastanza complesso. 
Genova, 13/09/04
CUB Trasporti Genova

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