COMUNICATO STAMPA
L’Amsa continua a voler far piazza pulita con metodi alquanto discutibili. Dopo aver licenziato chi non voleva firmare il passaggio da part-time a full-time ora se la prende con i disabili. Minacciandoli, trasferendoli e cambiando i referti medici.
E ORA L’AMSA FA PRESSIONE ANCHE CONTRO I DISABILI
Gianni Chiacchio, RSU-CUB “E’ assurdo che si portino dei disabili psichici ad avere crisi psicotiche perché minacciati di licenziamento o trasferimento. L’azienda non ha rispetto per questi lavoratori, assunti con contratto per categorie protette, che non hanno mai causato problemi. Con il caso di R.V. ha superato ogni limite minacciandolo, trasferendolo e inviandogli 2 referti diversi a distanza di quindici giorni per la stessa visita fatta il 29 settembre. Nel primo era stato giudicato idoneo al lavoro con limitazioni, nel secondo inidoneo”.
Dopo l’obbligo (pena il licenziamento) a firmare nuovi contratti full-time per ottanta ragazzi assunti con contratto formazione lavoro part-time, ora l’AMSA fa pressione, con metodi ancora peggiori, contro i disabili. Dopo aver causato una crisi di rabbia in un paziente psichicamente provato che l’ha portato a licenziarsi (aveva chiesto di restare a lavorare in ufficio quel giorno,ovvero lunedì scorso, perché non si sentiva molto bene, e infatti poi è sbottato) l’azienda ha superato se stessa inviando ieri, a un altro paziente psichicamente disabile, sia una lettera di trasferimento a Pero sia un nuovo referto del medico aziendale che lo giudica inidoneo al lavoro.R. V., 35 anni, operatore ecologico AMSA con problemi psichici, assunto con contratto categorie protette dopo regolare periodo di prova di tre mesi, è un lavoratore su cui nessuno ha mai avuto nulla da ridire. Ormai lavorava in azienda da quasi un anno ed evidentemente era stato un toccasana per la sua fragilità psichica.
Ma da ieri è ricoverato al Policlinico in reparto psichiatria. Ha avuto una crisi fortissima dopo aver ricevuto non solo il referto che lo giudicava inidoneo al lavoro ma anche la lettera di trasferimento a Pero.
“Noi sospettiamo che l’azienda stia manovrando per arrivare all’articolo 40 ovvero alla Possibilità à di licenziare per sopraggiunta inidoneità al lavoro – spiega Gianni Chiacchio, RSU-CUB e responsabile sicurezza lavoratori – Qui però c’è in ballo un possibile falso: ieri infatti è stato recapitato al lavoratore un secondo referto di inidoneità al lavoro per una visita effettuata il 29 settembre dal medico aziendale che aveva già inviato all’azienda e al lavoratore un referto che giudicava R.V. idoneo con limitazioni. Voglio sottolineare inoltre che 10 giorni fa il responsabile del personale aveva minacciato R.V. : gli aveva detto che avrebbe dovuto comunque uscire fuori a lavorare altrimenti l’avrebbero licenziato.
E’ assurdo che si portino dei disabili psichici ad avere crisi psicotiche perché minacciati di licenziamento o trasferimento. Quest’azienda non ha rispetto per questi lavoratori integerrimi, assunti con contratto per categorie protette, che non hanno mai causato problemi”    
Milano, 15 ottobre 2004   

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