COMUNICATO STAMPA
Alfa di Arese: dalla CUB arriva la proposta di un “patto di ferro” tra tutti i lavoratori e tutti i sindacati. E intanto per il 16 è prevista una grande manifestazione a Milano 
SCENDEREMO IN PIAZZA PER SVOLTARE DAVVERO
 Carlo Pariani (RSU-CUB) “IL 16 saremo tutti in piazza. Dobbiamo rinsaldare le fila e trovare una via d’uscita comune per i lavoratori attivi e quelli in cassa integrazione. Ormai è chiaro: anche per gli ultimi 1.000 che restano a lavorare il posto non è sicuro. E per cambiare ci vuole una svolta: chiediamo consistenti interventi economici. Anche da parte della Regione Lombardia”                    
“L’assemblea di stamattina non è stata facile– afferma Carlo Pariani, RSU Arese e CUB – Dopo quest’ultimo intervento della FIAT cosa resta? Solo Progettazione e Stile. E neanche mille lavoratori tra operai e impiegati. Bisogna svoltare, la FLMUniti lo dice da tempo, si può rilanciare l’occupazione ad Arese costituendo il polo delle auto sportive, Alfa, Ferrari, Maserati, e mettendo ad Arese la produzione del nuovo motore a sei cilindri per fare decollare il Polo della mobilità sostenibile.  
Oggi ho proposto di fare un ‘patto di ferro’ per rinsaldare le fila – sottolinea Pariani - perché in questo momento è importante stare tutti uniti: sindacati e lavoratori, quelli in cassa integrazione i pochi attivi che ormai hanno capito che anche il loro lavoro è in scadenza.  
Giovedì prossimo – conclude Pariani - scenderemo tutti in strada a Milano: alle 9  partirà la manifestazione. Il ‘patto di ferro’ prevede di sviluppare lotte comuni e lottare per far partire un piano alternativo. Altrimenti sarà la fine per tutti”. 
 Flmuniti-Cub chiede dunque di intervenire con fermezza perché:
la Fiat dia un futuro all’Alfa Romeo di Arese e prospettive di lavoro certe a tutti i lavoratori
la Regione Lombardia dia operatività al Polo della Mobilità Sostenibile con l’impegno della Fiat; ci vuole un consistente intervento economico nel capitale sociale
venga assicurata ai lavoratori, per il periodo in cui sono in Cigs, un’indennità in grado di garantire una vita dignitosa

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