COMUNICATO STAMPA
Lettera di Natale aperta                                                   
 Al Presidente Fiat Luca Cordero di Montezemolo
 All’amm. Delegato Fiat Sergio Marchionne   
 All’amm. Delegato Fiat Auto Herbert Demel 
 
Nel dicembre 2002 la Fiat comunicò al sindacato, al governo ed alle istituzioni locali che ad Arese avrebbe mantenuto le attività di progettazione e stile del marchio Alfa Romeo. La stessa cosa è stata ripetuta e scritta più volte, anche da Lei sig. Presidente in una lettera indirizzata al Presidente della Regione Lombardia.
Nonostante ciò avete deciso, lo avete comunicato a tutti i lavoratori durante la illustrazione della nuova struttura organizzativa e lo avete confermato in un incontro con i delegati della progettazione, di spostare le piattaforme delle vetture Alfa a Torino ( la  nuova 147) e Pomigliano ( la nuova 156), di non costituire nessuna piattaforma per le vetture di gamma alta e di congelare la piattaforma del fuoristrada.
Ciò porta di fatto allo smantellamento della progettazione dell’Alfa Romeo di Arese.
A questo va aggiunto lo smantellamento, sempre annunciato, della sperimentazione attraverso quello che viene chiamato arrocco e la nuova espulsione dei lavoratori richiamati dalla Cigs al centro stile.
Quello che state attuando è un enorme errore strategico non soltanto perché in questo modo si distrugge  un marchio prestigioso quale l’Alfa Romeo ma si porta a compimento la dissoluzione della stessa Fiat in quanto si distruggono ingenti capacità professionali e progettative. 
Ciò è ancora più incomprensibile in rapporto alla criticità dei rapporti con Gm, alla possibile rottura delle alleanze e alla necessità poi di trovare altri partner.
Vi è poi un danno gravissimo all’immagine, in quanto l’omologazione delle vetture Alfa a quelle con marchio Fiat non può che peggiorare i già critici volumi di vendita perchè indurrà i potenziali clienti a non riconoscere alle vetture Alfa la sportività e la specificità proprie del marchio. 
Riteniamo invece che ogni singola realtà progettativa dei marchi sia ben definita e rivolta alle vetture che più sono nella loro storia.
Con questa nostra lettera aperta vi invitiamo perciò a riconsiderare le vostre decisioni e cambiare rotta prima che sia troppo tardi.
La nostra esperienza professionale ci conferma che, nonostante la situazione critica dell’azienda, è necessario indicare scelte di carattere industriale che possano garantire il futuro dell’auto e reperire le risorse necessarie per attuarle. 
In questo senso pensiamo che il polo delle auto di lusso Alfa-Ferrari-Maserati possa dare impulso al marchio Alfa, e consentire al marchio Fiat di dedicarsi alle auto medio-piccole.
Diventa centrale perciò mantenere ad Arese lo stile, progettazione e sperimentazione delle vetture Alfa, ha senso ritornare ad investire prepotentemente nella gamma medio alta, vanto dell’Alfa, ha senso progettare un pianale adatto per entrare nel mercato americano.
Ecco perché è serio ripensare ad Arese  il motore 6 cilindri a benzina e/o un nuovo 6 cilindri diesel.
Per tutti questi motivi riteniamo necessario che le piattaforme di tutte le vetture Alfa rimangano ad Arese perché questo e non altro è il luogo nel quale è possibile caratterizzare il marchio.
Rimanga la nuova 147, sia confermata la piattaforma del fuoristrada, la nuova 156 rimanga anche dopo l’entrata in produzione, nasca una piattaforma per le vetture di alta gamma. 
Assieme a questo è necessario rimpiazzare subito gli impiegati e gli operai usciti per pensionamento e mobilità  e aprire le assunzioni di tecnici e laureati.
Deve essere potenziato lo stile e la verifica progetto. Devono perciò essere riconfermati i 9 operai e richiamati subito altri (tracciatori, verniciatori, ecc) dalla Cigs.
La cella climatica e il banco prova sospensioni devono  rimanere come supporto alle attività di progettazione così come gli altri settori della sperimentazione.
Siamo consapevoli che attraversiamo un momento difficile, proprio per questo è necessario mantenere il sapere e le capacità professionali esistenti per prepararsi alle sfide future.
La Fiat negli anni scorsi ha fatto gravissimi errori strategici che hanno determinato la situazione attuale nella quale c’è una evidente crisi di prodotto. Da allora sono cambiati più volte i gruppi dirigenti ma la situazione è ancora critica.
Vi chiediamo di non compiere altri errori come quello di annullare il marchio Alfa portandolo a Torino e di scommettere sul futuro assieme a noi e non contro di noi.
Arese 23 dicembre 2004
   I lavoratori della progettazione, sperimentazione e stile Alfa Romeo di Arese  
SEGUONO LE FIRME DEI 600 lavoratori rimasti: non solo operai ma soprattutto impiegati, tecnici e funzionari.

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