Comunicato Stampa 
Il diritto alla vendita a Gm, concepito dalla proprietà per disfarsi della Fiat, è negativo per la salvaguardia dei posti di lavoro ed il futuro dell’industria dell’auto in Italia. 
FIAT/GM - NON E’ SOLO UNA QUESTIONE DI PUT. INTERVENGA IL GOVERNO E LA FAMIGLIA PAGHI I DEBITI E SI FACCIA DA PARTE 
Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale CUB: “Put o non Put non cambia niente per i lavoratori e il futuro dell’industria dell’auto in Italia. Che la Fiat venga ceduta o che si monetizzi il Put è fuorviante rispetto ai problemi dei lavoratori e al futuro dell’industria dell’auto in Italia. Il governo non può stare alla finestra: serve un nuovo assetto proprietario di Fiat, la famiglia deve pagare i debiti e farsi da parte”.  
“Che la Fiat venga ceduta  o che si monetizzi il put è fuorviante rispetto ai problemi dei lavoratori e al futuro dell’industria dell’auto in Italia: – afferma Piergiorgio Tiboni coordinatore nazionale CUB - per garantire un futuro meno travagliato ai lavoratori è necessario che la famiglia Agnelli prima copra i debiti e poi si faccia da parte. L’attuale proprietà non è credibile qualsiasi piano presenti, non ha mantenuto gli impegni assunti nel passato e oggi punta unicamente a scaricare sui lavoratori e sulla collettività i costi di un’operazione lucidamente programmata, per consentire alla famiglia e alle banche di trarre il massimo profitto dalla cessione di Fiat auto. 
Il diritto alla vendita a Gm – continua Tiboni - concepito dalla proprietà per disfarsi della Fiat, è negativo per la salvaguardia dei posti di lavoro ed il futuro dell’industria dell’auto in Italia.
Per bene che vada, Gm è interessata solo a qualche stabilimento e a qualche marchio, non certo a rilanciare la Fiat nel suo insieme; infatti anche GM è impegnata a chiudere stabilimenti in Europa con conseguente licenziamento di 12000 lavoratori. Sono indispensabili – conclude Tiboni - un nuovo assetto proprietario e l’intervento del governo”. 
Indispensabile un nuovo assetto proprietario, il ruolo del governo
Il governo non può stare alla finestra ma deve impegnarsi per una soluzione che preveda:
un nuovo assetto societàario di Fiat con investitori privati che sostituiscano la famiglia,
la costituzione del polo delle auto sportive e di lusso Alfa, Ferrari, Maserati
ricerca e industrializzazione nell’auto a basso imbatto ambientale
investimenti diretti dello stato e delle regioni sui cui territori sono allocati gli stabilimenti. 
Milano 3-2-05

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