PRECARIE E PRECARI DEL MONDO COSPIRIAMO & SCIOPERIAMO X UN’EUROPA LIBERA, APERTA, RADICALE
LA GRANDE PARADE EUROPEA IL PRIMO MAGGIO
IN CONTEMPORANEA A MILANO, LONDRA, PARIGI, BARCELLONA,  AMSTERDAM, GINEVRA, HELSINKI, COPENHAGEN, HAMBURG, LIÈGE, LJUBJANA, STOCKHOLM, MARIBOR, SEVILLA, NAPOLI, PALERMO, L’AQUILA 


Contro la precarietà saremo oltre centomila per le strade di Milano e più di un milione a manifestare in tutta Europa 
I PRECARI, milioni di donne e di uomini che in Italia e in Europa lavorano a futuro indeterminato e a salario incerto, che sgobbano di notte e di giorno, di sabato e di domenica, che non possono programmare vacanze, milioni di persone che non possiedono più né vita né affetti, ormai dati interamente in pegno alle imprese in cambio di assenza di protezioni sociali, in cambio di mancato accesso a casa, sanità, istruzione, scendono NUOVAMENTE per le strade. 
Oggi inizia ufficialmente il countdown verso la MayDay con una serie di azioni in contemporanea ma in realtà è già iniziato con tutte le altre mobilitazioni di precarie e precari. Perché il primo maggio sarà ancora il giorno delle parade dei precari e delle cognitarie, quelle della creatività delle moltitudini che articolano consenso intorno a pratiche di conflitto incompatibili con il sistema dell’ordine neoliberista ma non è un rituale. Infatti i percorsi che attraversano il primo maggio sono tutte le insorgenze precarie che praticano l’autonomia del movimento come autogestione della vita, quindi ricercano continuità contro la frammentazione, socialità contro la disgregazione. 
L’istruzione non è né libera né pubblica, la sanità tende ad essere privilegio di pochi, il diritto alla casa è sempre meno garantito, il diritto di migrare diventa un reato da scontare nei centri di permanenza temporanea: questi sono solo alcuni dei pezzi di un puzzle che mostra come le nostre vite tendano ad una precarietà cronica… 
… Capire la precarietà significa vedere quel filo che ne lega i centri produttori: innanzitutto la guerra, vera matrice di ogni forma di instabilità, poi le agenzie di lavoro interinale e le catene multinazionali che si nutrono della vita dei lavoratori atipici (la maggioranza dei nuovi assunti), passando per i governi fino alla SIAE. Copyriot e crossing dei saperi, rifiuto del lavoro precario come condizione sine qua non dell’esistenza, diserzione alla guerra e rifiuto di essa come fattore ordinativo delle vite nostre e di quelle dei migranti, nuove forme e pratiche di rivolta e comunicazione in cui coniugare diritto di resistenza e disobbedienza, di tutto questo ci parla la MayDay.  
“Infatti noi confermiamo  il 1° Maggio come giornata di lotta – afferma Walter Montagnoli, coordinatore nazionale CUB – e sottolineiamo l’essere alternativi alla manifestazione di Cgil Cisl e Uil che, concertando concertando, hanno portato a questo disastro.
Cgil-Cisl-Uil infatti ripropongono la politica concertativa che ha spianato la strada alle politiche antisociali di Berlusconi e di Confindustria e che ha reso precario e sottopagato il lavoro, ridimensionato la previdenza pubblica a favore dei fondi pensione, favorito  la  trasformazione della scuola in azienda, della salute in merce…Confermiamo il primo maggio come giornata di lotta –continua Montagnoli -anche proclamando lo sciopero delle catene della grande distribuzione che rappresentano uno dei templi dello sfruttamento come una delle tante azioni simboliche anche se sottolineiamo che il precariato è molto più ampio, perché ingloba, oltre al terziariato degli ipermercati e delle catene commerciali, dei servizi alle imprese e alle persone, il cognitariato della tecnologia dell’informazione e dell’industria della comunicazione.  
Per questo faremo ancora picchetti la mattina del primo maggio davanti ai centri commerciali, per questo abbiamo pensato di dichiarare lo sciopero che l’anno scorso ha fatto chiudere quasi tutti i supermercati e le catene commerciali che altrimenti avrebbero costretto migliaia di precari a lavorare impedendo loro di festeggiare il primo maggio. Ma è anche per questo allargamento infinito della precarietà che dichiariamo che la lotta è e sarà sempre più ampia e sempre più estesa. I precari sono ovunque e stanno prendendo coscienza dei loro diritti negati, delle loro vite vampirizzate E dunque le azioni saranno ovunque, compresi i luoghi del sapere e della cultura.  
Dall’anno scorso molto è cambiato e si sono fatti grandi passi avanti - sottolinea ancora Walter Montagnoli della CUB - la lotta alla precarietà è la lotta di ogni giorno per noi, e per questo occorre una piattaforma sulla quale lottare: garanzia di reddito, contributi sociali e ferie, diritto di autorganizzazione sindacale dei precari e fine della discriminazione tra chi è precario e chi no, tra chi è part-time e chi è full time, accesso sussidiato alla cultura, alla formazione, alla casa, alla sanità e ai servizi sociali di base, accesso al credito, limitazione del lavoro festivo e notturno, della turnazione e delle mobilità selvagge.  
Noi della CUB lanciamo anche una proposta nell’ambito della campagna nazionale contro il lavoro precario per affrontare concretamente, a partire dal livello regionale, il problema dell’integrazione al reddito. E’ sotto gli occhi di tutti il forte aumento del livello di povertà che viene registrato da anni nella Regione più ricca d’Europa, la Lombardia. Ecco perché vogliamo iniziare da qui, creando per la prima volta una cerniera tra le varie forme di precarietà sociale: lavoratori precari, a progetto, a somministrazione, con contratti a termine, in mobilità, in cassaintegrazione, pensionati al minimo e percettori di pensione sociale…(vedi proposta di integrazione al reddito ndr)   
L’EURO MAYDAY PARADE 005, –  conclude Montagnoli-  la seconda edizione della Mayday organizzata in contemporanea con i precari di tutta Europa, ma anche la quinta edizione organizzata da CUB, Chainworker e altre realtà sociali, rappresenta ora non solo la generazione attuale che si trova ad essere senza diritti, condannata alla precarietà lavorativa ed esistenziale oggi ed a un futuro incerto e senza copertura sociale e pensionistica domani, ma anche tutti quei soggetti che vengono estromessi dalla Possibilità à di avere un reddito che possa garantire una vita dignitosa come cassaintegrati, disoccupati, lavoratori in mobilità. Figure che si vanno a sommare alle vecchie e nuove forme di precarietà di lavoro e quindi anche di vita ”. 
Quest’anno l’appuntamento del Primo Maggio è ancora più importante. Ora la Parade è diventata un grande appuntamento transnazionale. Si svolgeranno manifestazioni in contemporanea in Italia e in tutt’Europa. A Milano sono in arrivo migliaia di lavoratori a tempo indeterminato, precari, parasubordinati a tempo pieno, a part-time, a termine, in apprendistato, in cooperativa, in subappalto. Per quanto riguarda l'organizzazione delle partenze dei treni che approderanno a Milano per la mayday si è pensato di lanciare una campagna a livello nazionale dal titolo "1euro può bastare" come forma di riappropriazione di reddito indiretto.  
Il raduno sarà ancora in piazza XXIV maggio e la festa terminerà ancora in piazza Castello ma il corteo sarà completamente diverso dall’anno scorso. Ancora più allegro e festoso ma pieno di sorprese che non vogliamo anticipare oggi. 
Anticipiamo solo, anche se ormai è evidente a tutti, che sono sempre più presenti in massa i cognitari, i lavoratori immateriali della conoscenza. Proprio per questo alla MayDay (ma non solo) ci battiamo tutti per la liberazione dei saperi che si declina nella diffusione e nella condivisione.   
Siamo singolarità che cercano negli spazi del comune l’autorealizzazione della propria esistenza per mezzo della concreta soddisfazione dei bi-sogni che nascono dall’insorgenza precaria stessa dando vita all’immaginario della MayDay.
Milano , 18 aprile 2005
www.chainworkers.org
www.euromayday.org
www.globalproject.com

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