Comunicato Stampa
SCIOPERO FS: ADESIONI SUPERIORI AL 70%. NO ALLA RIDUZIONE DELLA SICUREZZA SULLA PELLE DEI VIAGGIATORI E DEL PERSONALE  
Forti disagi per i viaggiatori per lo sciopero proclamato dagli RLS, dalla Cub e dal Sult, iniziato alle 21 di ieri e che terminerà alle 21 di oggi: secondo la Confederazione Unitaria di Base le adesioni sono state oltre il 70% fra tutti i dipendenti delle ferrovie, con punte superiori al 90% fra i macchinisti e il personale viaggiante.
La Cub, che ha diffuso un comunicato a Milano, ''canta vittoria anche per la notte che ha fatto registrare quasi tutti i treni fermi e per i grandi risultati nelle principali città''. Formalmente l'astensione e' stata decisa dai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza riuniti nel Coordinamento 12 Gennaio e, secondo la Cub, ''e' evidente dai riscontri che la partecipazione e' stata trasversale fra gli aderenti a tutti i sindacati, nonostante lo sciopero sia stato proclamato contro gli accordi del biennio contrattuale e sull'organizzazione e la modalità del lavoro''.
La sicurezza e' stata al centro della protesta anche in riferimento ''all'incidente ferroviario di Crevalcore, vicino a Bologna, all'inizio dell'anno'' e per contestare ''la riduzione da due a uno dei macchinisti mediante l'introduzione del cosiddetto 'uomo morto', cioè un pedale che azionato costantemente dal macchinista ne attesterebbe l'attenzione''.
''Le decisioni ultime della direzione delle Fs - ha affermato Walter Montagnoli, uno dei coordinatori nazionali della Cub - vanno nella direzione opposta alla sicurezza: da un lato si pagano male i lavoratori, dall'altro si riducono gli standard di sicurezza per risparmiare sulla pelle dei viaggiatori. Allo stesso tempo il grado di efficienza delle ferrovie italiane sta scendendo in modo pauroso, come dimostrano i continui guasti dei treni in linea con le conseguenti rivolte dei viaggiatori e dei pendolari, come si può constatare dalla cronaca quotidiana ''.
La Cub ha annunciato che le lotte proseguiranno in tutti i luoghi di lavoro fino al raggiungimento degli obiettivi.
Milano, 26 luglio 2005                     
                   Confederazione Unitaria di Base   
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COMUNICATO STAMPA     

Ore 11.00 del 26 luglio 2005
 

Ormai è un dato oggettivo che lo sciopero sia perfettamente riuscito, con adesioni medie oltre il 60%, con punte più elevate negli impianti del centro - nord, in Sardegna, in Sicilia e nelle fascie orarie notturne.

Durante la
giornata di oggi circolano i treni garantiti a lunga percorrenza e i regionali nelle fasce protette, condotti da personale scioperante.

Da segnalare il tentativo, non riuscito, di comandare come treni garantiti dalla legge e dagli accordi applicativi alcuni intercity ed eurostar che non lo sono affatto, ma che la societàà tentava di far circolare per mezzo di un proprio programma da coprire con personale eventualmente non scioperante. In effetti, in alcuni casi il tentativo è riuscito e qualche treno in più è stato fatto, anche a costo di ritardi rilevanti. La partecipazione è stata elevata e quindi anche il piano, non realistico, di far circolare due treni su tre ha dovuto subire un vero ridimensionamento.

In questa circostanza anche il personale più giovane, generalmente meno sindacalizzato, ha scioperato con maggiore convinzione, proprio perché in questa vertenza ci sono in gioco la precarietà del proprio lavoro, le condizioni in cui si svolgerà nei prossimi decenni, il proprio futuro professionale, la propria salute e la sicurezza di tutti.

Questo sciopero dimostra quanto sia necessario imboccare un'altra strada per affrontare i problemi del nostro sistema ferroviario e che non è possibile scaricare sul fattore lavoro tutti i costi della ristrutturazione, anche perché, proseguendo su questa linea, l'intero sistema rischia di collassare.

E a nulla valgono i proclami sulla ferrovia più sicura d'Europa se si scontrano con la dura realtà, la propaganda sulla ferrovia avveniristica che ancora non esiste e le promesse di ammodernamento tecnologico, quando l'unica concreta tecnologia applicata è il "pedale" del VACMA  che appartiene alla funesta storia del passato.

I ferrovieri hanno e avranno ancora molto da dire, l'invito che facciamo a tutte le parti sociali e politiche di discuterne serenamente nell'assemblea che si terrà a Roma il prossimo 17 settembre e alla manifestazione di solidarietà ai licenziati della trasmissione "report" che si terrà a Genova nella prima decade di ottobre. Saranno questi gli appuntamenti che caratterizzeranno il futuro programma della mobilitazione. Anche perché qui non si arrende nessuno!!!
 

Bologna 26 luglio 2005                    
                                           p. Il Coordinamento "12 gennaio"
                                                      Savio Galvani
 

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