Draghi conferma: prima lo scippo del Tfr, poi lo scippo dei contributi destinati all’Inps. E’ confermato quello che sosteniamo da tempo: i fondi pensione sono funzionali allo smantellamento della previdenza pubblica. E’ una manovra che possiamo far fallire.


E’ confermato quello che sosteniamo da tempo: i fondi pensione sono funzionali allo smantellamento della previdenza pubblica.
E’ una manovra che possiamo far fallire.

Nelle considerazioni finali, il Governatore della Banca d’Italia non si è limitato a sollecitare l’aumento dell’età pensionabile e la riduzione dei coefficienti di calcolo.
Ha lanciato anche una proposta: «Compatibilmente con l'equilibrio dei conti pubblici, si può anche valutare lo spostamento verso la previdenza complementare, su base volontaria, di una quota limitata della contribuzione destinata alla previdenza pubblica, che è pari a 33 punti percentuali del salario, il valore - sottolinea Draghi- di gran lunga più alto tra i maggiori paesi europei».
Come volevasi dimostrare: vogliono  tagliare la pensione pubblica per sostenere quella privata e tutti quelli che con essa speculano e guadagnano.
Le proposte di Draghi, esperto di privatizzazioni,  spiegano ancora meglio l’importanza di  far fallire il piano di trasferimento del tfr ai fondi; infatti se questa operazione avesse successo, sarebbe più difficile rivendicare il rilancio della previdenza pubblica, ma sarebbe l’apripista di ulteriori stravolgimenti, questa volta anche a discapito dei pensionati in essere.
E’ urgente ed importante che i lavoratori di tutte aziende piccole e grandi comunichino entro il 30/6/2007 alla ditta dove lavorano la decisione di voler mantenere il tfr in azienda;
se si tace lo portano via per sempre, con somma gioia degli speculatori di ogni risma.

Milano 4 giugno 2007

CUB-Confederazione Unitaria di Base 

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