7601.gifAccelerare il rapporto di massa con la diffusione a tappeto del materiale e con iniziative sul territorio perché i lavoratori abbiano dalla Cub gli elementi per comprendere il perché dello scippo del Tfr, a chi giova e le alternative che proponiamo. Per tenere il tfr in azienda valgono anche i moduli diversi da quelli Ministeriali.

 

PRENDI IL VOLANTINO aggiornato al 23 2 2007 con le indicazioni per compilare i moduli e tenere il tfr in azienda   .zip

La modulistica predisposta dal ministero del lavoro, non pago del criterio di dubbia costituzionalità del silenzio assenso per scippare il Tfr, è fatta apposta per impedire al lavoratore di tenere il Tfr in azienda.
Infatti mentre sono chiarissime le opzioni per chi intende destinare il Tfr ai fondi, per che vuole mantenere il Tfr in azienda si trova nel modulo ministeriale un testo comprensibile solo agli azzecca garbugli del ministero che recita “che il proprio trattamento di fine rapporto non venga destinato ad una forma pensionistica complementare e continui dunque ad essere regolato secondo le previsioni dell’articolo 2120 del codice civile.
Per non farsi gabbare è necessario che la decisione di mantenere il TFR futuro in azienda venga fatta con dichiarazione scritta indirizzata alla propria azienda utilizzando tutti i moduli che chiaramente indicano questa volontà.
Questa è la ratio della legge che prevede lo scippo del Tfr approvata dal parlamento, il testo del decreto del 30 gennaio a firma Damiano e Padoa Schioppa prevede l’obbligo di usare i moduli ministeriali per chi vuole aderire ai fondi e di conseguenza di confermare la scelta fatta con moduli diversi.
In allegato il testo pubblicato dal Sole 24 ore di lunedì 5-2-07 che conferma  la validità dei moduli diversi da quelli ministeriali per esprimere la propria volontà nel tenere il Tfr in azienda.
Per i lavoratori particolarmente ansiosi è consigliabile anche l’utilizzo del modulo ministeriale.
Il modulo ministeriale sarà distribuito ai lavoratori dalle aziende, solo dopo potrà essere utilizzato dai lavoratori, bisogna fare molta attenzione.
E’ probabile che i moduli con le scelte dei lavoratori delle 400.000 aziende coinvolte rimangano nell’ambito lavorativo, salvo quelle di pertinenza dei fondi o assicurazioni varie che dovranno far sottoscrivere agli interessati un dettagliato prospetto sull’attività dei fondi e sulle possibili linee di investimento.
Dovremmo perdere meno tempo a discettare sui moduli e accelerare il rapporto di massa con la diffusione a tappeto del materiale e con iniziative sul territorio perché i lavoratori abbiano dalla Cub gli elementi per aiutarli a comprendere il perché dello scippo del Tfr, a chi giova e le alternative che proponiamo.
L’informazione capillare è indispensabile anche perché ci sono ancora tanti lavoratori convinti che se non dicono niente il loro Tfr rimarrà in azienda.

Milano 12 febbraio 2007

CUB-Confederazione Unitaria di Base 

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