Comunicato stampa dei sindacati di base delle Poste: CUB e Cobas, in occasione dello sciopero generale del 20 maggio 2022.

Cresce l’escalation verso la guerra. Sono passati ormai più di due mesi e all'orizzonte non si riesce a scorgere un benché minimo miglioramento della situazione.

L’invio di armi non ha attenuato le atrocità, non ha avvicinato la pace, anzi ha fatto l’opposto, l’ha allontanata, relegata tra i “buoni sentimenti”.

Aumentano le carneficine, i profughi, le sofferenze dei popoli e via di questo passo. Il tutto comincia già

 con le prime sanzioni economiche e prosegue con le forniture di armi sempre più sofisticate. Gli strateghi interventisti e i governi co-belligeranti aumentano le spese militari, armano l’Europa e allargano la Nato (Svezia, Finlandia…) portandoci in un crescendo spaventoso verso la Terza Guerra Mondiale, atomica, inimmaginabile.

La guerra è sporca, non esiste la guerra “cavalleresca”: questa è stata bandita dopo la seconda guerra mondiale, che è stata combattuta soprattutto sul suolo delle città, sui civili da terrorizzare in un crescendo di capacità di sterminio pari all’ammodernamento bellico (Guernica, Coventry, Stalingrado, Dresda, Hiroshima…), la guerra odierna è totale.

Una guerra, come tutte le altre, che toglie il velo all’onestà di un giornalismo spalmato sul sostegno aperto alle azioni belligeranti; che con il metro di " due pesi e due misure" trova come alleato una corrotta informazione, non solo per i paragoni improponibili (Brigate Internazionali, Resistenza, Shoah…); che si avvale di una vergognosa propaganda mediatica sull’esaltazione astratta dei principi (nostri valori…) in quanto monopolizza “libertà e democrazia” per cui vale la pena morire; che, infine, paradossalmente accusa quanti si oppongono a questa logica perversa di appoggiare le ragioni di chi aggredisce, di non cercare realmente la pace. Ma sono i nostri servili governi che non cercano la pace perché non sanno farla, non hanno mai cercato seriamente una trattativa di pace perché fondamentalmente non la vogliono ed è per questo (come per tanto altro ancora) che dobbiamo metterli da parte. Condanniamo senza mezzi termini l’aggressione della Russia di Putin all’Ucraina, ma non intendiamo seguire i pistoleros statunitensi né i “signorsì” europei. Loro la pace non sanno farla, abili nella guerra combattuta da altri. Secondo Draghi dovremmo ora vivere scordandoci un mondo di pace, in perenne rischio di guerra. Una prospettiva catastrofica, pessimista, una bussola nefasta, nera…

Per noi lavoratori, non c’è nulla da “guadagnare” dalla guerra: non la libertà, non la gloria, non condizioni di vita migliori, ma solo ulteriori sacrifici, rinunce, razionamenti.

Per questo valutiamo e salutiamo favorevolmente che i sindacati di base abbiano finalmente promosso per il 20 maggio, lo sciopero generale, in continuità con la migliore tradizione CONTRO LA GUERRA del movimento operaio.

Da qui al 20 maggio dobbiamo fare ogni sforzo per estendere il più possibile e costruire nel miglior modo possibile questa giornata di lotta, rivolgendoci a tutti, in ogni luogo di lavoro, in ogni quartiere, in ogni scuola.

SCIOPERO PER FERMARE LA GUERRA, L’ECONOMIA DI GUERRA, IL GOVERNO DI GUERRA.

Solo i popoli, la classe lavoratrice e operaia possono fermare la guerra non certo i governi guerrafondai ed interventisti.

Tra uccidere e morire per le aberrazioni espansionistiche del nazionalismo noi scegliamo di vivere, scegliamo la strada dell'autodeterminazione: cooperando, solidarizzando, fraternizzando al di là di ogni appartenenza di etnia di popolo, di religione e quant’altro. La guerra imperialista non ci appartiene, è la guerra dei governi, dei padroni, della supremazia dell’uomo sull'uomo e delle divisioni. Noi siamo un'unica classe senza confini, senza steccati e non dobbiamo farci trascinare nella loro sporca guerra.

IL 20 MAGGIO SCIOPERIAMO PER MANDARE ANCHE UN MESSAGGIO CHIARO AL NOSTRO GOVERNO: FUORI DALLA GUERRA, NO ALL’INVIO DELLE ARMI, NO ALLA DIVISIONE IMPERIALISTA DEL MONDO IN ZONE DI INFLUENZA, NO ALL’ECONOMIA DI GUERRA.

CUB POSTE

COBAS POSTE

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