DECRETO AIUTI: IL GOVERNO FA UN PICCOLO PASSO, INCREMENTANDO DI 100 MILIONI IL FONDO SOCIALE PER IL CONTRIBUTO AFFITTI PER IL 2022. SIAMO PER0’ ANCORA A UNA VELOCITA’ DA BRADIPO MENTRE SFRATTI E PRECARIETA’ ABITATIVA GALOPPANO. SERVE UN CAMBIO DI PASSO

La dichiarazione di Walter De Cesaris, segretario nazionale dell’Unione Inquilini

“Primo risultato della piattaforma e della mobilitazione unitaria dei sindacati inquilini e delle confederazioni. Il governo, nel 'Decreto Aiuti', ha incrementato, per il 2022, di 100 milioni il fondo sociale per sostenere il pagamento degli affitti per le famiglie in disagio, portandolo complessivamente a 330 milioni. Si tratta di un piccolo passo, ma ancora insufficiente. Serve un piano casa pluriennale che incrementi l’offerta di alloggi a canone sociale di almeno 100 mila alloggi all'anno per il prossimo quinquennio attraverso la rigenerazione urbana e il recupero e il riuso dell’enorme patrimonio immobiliare pubblico e privato abbandonato e in disuso. Da questo punto di vista il PNRR, allo stato dei fatti, è una scatola vuota. Senza avviare una politica strutturale che affronti alla radice il nodo della sofferenza abitativa, ridurre l’intervento sociale sulla casa alla questione dei sussidi, non è altro che una pezza che non risolve i problemi ma, nel migliore dei casi, li rinvia, riproducendo la precarietà allo stesso modo. 
Dobbiamo rispondere ai 150 mila sfratti in esecuzione, alle 650 mila famiglie aventi diritto appese in graduatorie senza sbocco per una casa popolare, alle centinaia di migliaia di famiglie in precarietà abitativa, in difficoltà crescente per pagare l’affitto o sostenere il muto per la prima casa, che chiedono un’altra politica. 
Con 330 milioni, sostanzialmente il livello del contributo affitto arriva ai livelli nominali (quindi, contando l’inflazione, ancora inferiore) del 1998, un quarto di secolo fa. Un importo che di fatto non copre neanche la metà delle richieste a cui i comuni italiani devono far fronte. Inoltre, sarebbe necessaria una programmazione almeno triennale delle risorse.
Mentre la crisi precipita e le famiglie sono in una difficoltà drammatica crescente, le modalità e i tempi di erogazione dei fondi sono talmente lenti, che di fatto giungono alle famiglie, a rischio oggi, troppo tardi. Il governo non ha ancora distribuito alle Regioni i fondi della Legge di Bilancio (220 milioni), a disposizione da gennaio, cui si sommano quelle stanziate ora. Inoltre andrebbero modificate radicalmente le modalità di erogazione, come abbiamo proposto da tempo, per renderle efficaci. Chiediamo, quanto meno, al governo di provvedere immediatamente, non oltre il mese di maggio, alla distribuzione alle Regioni di tutti e 330 milioni oggi disponibili per consentire un'erogazione dei fondi disponibili entro l’anno, almeno nelle realtà più virtuose.
I piccoli passetti non bastano, chiediamo al governo un cambio di passo!”



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