Taranto: Dopo oltre 4 mesi di sciopero finalmente ricominciamo a lavorare

Flaica Cub ha ottenuto, dopo una lunga vertenza, che i 112 lavoratori che protestavano per la situazione ormai intollerabile in cui si sono venuti a trovare dopo il licenziamento di 130 persone venissero finalmente rimessi al lavoro con un contratto, seppure in condizioni che Luigi Sarli, delegato provinciale Flaica, non esita a definire “umilianti”.

La situazione per cui i lavoratori multiservizi del Comune di Taranto hanno lottato persiste da lungo tempo, dopo il licenziamento a febbraio 2021 infatti, solo nel mese di luglio sembrava essersi mosso qualcosa, grazie allo stanziamento per le bonifiche ambientali deliberato dalla ministra per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna, che si era recata in Puglia. Purtroppo, nonostante le rassicurazioni ricevute dalle istituzioni territoriali, a causa delle lungaggini burocratiche, “è solo da ieri, 2 maggio 2022, che la vertenza è stata risolta, a metà - dice Sarli – con noi lavoratori, per la maggior parte in età avanzata, che abbiamo dovuto accettare un contratto che prevede 20 ore settimanali, distribuite su quattro giornate, per una remunerazione tra i 500 e i 600 euro, che quindi nemmeno arriva a quanto corrisposto ai percettori del reddito di cittadinanza. Avevamo chiesto perlomeno di concentrare le ore di lavoro su tre giornate, in modo da non disperdere quel poco che andremo a guadagnare in spese vive per gli spostamenti. Il costo del carburante, anche a causa dell’economia di guerra che grava ulteriormente sul carovita e si somma alle difficoltà patite nei due anni di pandemia che ci stiamo faticosamente, e non del tutto, lasciando alle spalle, è insostenibile per chi, come me ad esempio, percorre quotidianamente 50 kilometri per andare e tornare dal lavoro. Ma nemmeno questa legittima richiesta è stata accolta”.

“Dopo anni di lavoro, in cui la nostra professionalità è cresciuta – prosegue il delegato provinciale Flaica – ci troviamo a svolgere mansioni umilianti per un reddito che nemmeno ci pone al di sopra della soglia di povertà, in contrasto a quanto l’Unione Europea chiede di rispettare”.

Altro dato che Luigi Sarli tiene a precisare è il fatto che i Sindacati confederali abbiano sottoscritto il contratto senza nemmeno consultare le altre Organizzazioni sindacali di base e i lavoratori eppure il nostro Governo, che si vanta di operare per portare la democrazia dove manca, dimentica le numerose situazioni al limite in casa propria.

 

 

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