Assolti Gianca e Roberto, i musicisti della banda degli Ottoni a Scoppio

Milano - Giovedì 13 gennaio è stata messa la parola fine alla vicenda giudiziaria, che vedeva coinvolti due musicisti milanesi, appartenenti alla Cub: Giancarlo Aprea e Roberto D’Ambrosio.

Accusati in primo grado di resistenza e favoreggiamento, per quanto avvenuto il 7 dicembre 2014, con la sentenza in Appello pronunciata il 13 gennaio, entrambi sono assolti con formula piena, “perché il fatto non sussiste”.

I fatti

In occasione della prima della Scala, nel dicembre del 2014, Roberto e Giancarlo insieme agli altri componenti della banda degli Ottoni a Scoppio, partecipavano al presidio della Cub davanti al Teatro, per manifestare con le note e sensibilizzare le persone in merito ai colleghi musicisti deceduti a causa dell’amianto nel Teatro alla Scala e al processo in corso. La folla riunitasi in piazza era numerosa e anche le forze dell’ordine erano presenti in assetto antisommossa.
Mentre il concerto all’aperto proseguiva, Roberto, Giancarlo e altri sono stati richiamati dalle grida d’aiuto lanciate da un giovane lì presente. Pensando a una rissa da sedare, alcuni dei musicisti sono intervenuti e nel parapiglia che ne è seguito si è scoperto che in realtà a strattonare il ragazzo erano stati dei poliziotti della Digos in borghese.
Tutto sembrava finito lì, invece Roberto e Giancarlo e altre tre persone tra coloro che erano intervenuti per calmare gli animi in piazza, nel 2017 sono stati raggiunti dall’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e favoreggiamento e chiamati in giudizio.

Il processo

L’iter giudiziario è proseguito per i successivi tre anni, alla fine dei quali per gli imputati erano stati chiesti 5 mesi di condanna, ‘senza menzione’. Quest’ultimo particolare cominciava però a mostrare la debolezza delle accuse loro rivolte, come poi dimostrato anche dalla mancanza di prove a supporto: Si era parlato di una molotov impugnata dal ragazzo malmenato dalla polizia ma più che una bottiglia vuota con uno straccio infilato all’ultimo momento (non è mai stato repertato alcun liquido infiammabile) non si era trovato.
La ovvia conclusione è infatti stata l’assoluzione piena di tutti gli imputati in secondo grado. Una vittoria ottenuta anche grazie al supporto mai venuto meno dagli iscritti alla Cub e non solo, che ha consentito di mantenere alta l’attenzione su questa incresciosa vicenda.

“Per questo – ha dichiarato Roberto D’Ambrosio -  abbiamo ritenuto di dedicare questa assoluzione a Mimmo Lucano ed Emilio Scalzi, a cui a nostra volta non faremo mancare la nostra vicinanza”.

 

 

 

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