Torino, 20.12.2021:

Giorno dopo giorno si consuma un’orribile strage di lavoratori e lavoratrici. Fino al 18 dicembre contiamo in Italia 1.371 morti per infortuni sul lavoro: una media giornaliera di quasi 4 persone che aspirano ad un reddito dignitoso e trovano invece la morte mentre altre migliaia restano invalide per tutta la vita. 

Questo accade perché la nostra ridicola classe dirigente, inginocchiata all’imperativo di sostenere i profitti, ha abbandonato lavoratori e lavoratrici, ridotto le loro tutele e li ha condannati ad una vita di crescente incertezza di modo che SI MUORE DI LAVORO PERCHÉ CI COSTRINGONO A VIVERE DA PRECARI!

Perciò gli schieramenti politici che si sono avvicendati al governo hanno lasciato mano libera al padronato, ridotto all’inconsistenza i servizi ispettivi e di controllo, annunciato, per bocca di Brunetta, che grazie alla delega sulla concorrenza le ispezioni dovranno essere preannunciate. Come se fosse necessario: a fine settembre 2021 l’INAIL aveva effettuato solo 6.293 controlli in azienda su una platea di oltre 3,2 milioni di imprese: l’ 1,97 per mille! Un dato che illustra la sostanziale inesistenza dei controlli e spiega sia l’impunità dei padroni, sia il via libera alla continua strage di lavoratrici e lavoratori.

La morte inaccettabile di tutti questi nostri compagni e compagne ci deve confermare nel nostro impegno quotidiano per rovesciare questa classe politica al servizio degli interessi di un padronato rapace e inetto, entrambi impegnati a far crescere le proprie fortune sullo sfruttamento e l'impoverimento della nostra classe; per restituire ai lavoratori e alle lavoratrici la possibilità di una vita degna di esser vissuta e che offra garanzia di reddito, redistribuzione della ricchezza prodotta dal lavoro, servizi sociali efficienti, stabilità del lavoro e una vecchiaia serena.

Chi oggi piange lacrime di coccodrillo - grande stampa, politici di governo e di opposizione, sindacati complici – deve sapere che è pienamente corresponsabile delle continue violazioni alla sicurezza che si consumano sui posti di lavoro, specialmente nell’edilizia: uno dei settori trainanti di questa "ripresa economica” drogata dai superbonus e dagli incentivi per la riconversione ecologica; uno dei settori dove lo sfruttamento è più selvaggio, il lavoro in nero più diffuso e l’attuazione delle misure di sicurezza più inconsistente.

A costoro, ai cantori della “libertà d’impresa”, dobbiamo rispondere con la mobilitazione, conducendo una dura battaglia per dare impulso ad una campagna di controlli e verifiche che si accompagni a due misure indispensabili: l’introduzione di sanzioni severissime per i datori di lavoro che non rispettano le norme sulla tutela della salute e la garanzia di salvaguardia per quei lavoratori che denunciano irregolarità nei sistemi di sicurezza aziendali.

Per la segreteria nazionale Cub

Natale Alfonso

Volantino CUB. Natale Alfonso: Basta morti sul lavoro.

 

 

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