La Confederazione Unitaria di Base denuncia lo stillicidio ormai quasi quotidiano dei caduti sul lavoro in Italia, un bollettino di guerra quello delle ‘morti bianche’, che chiama a una seria presa di coscienza e responsabilità da parte delle istituzioni e del mondo produttivo

Per questo gli operai metalmeccanici della CUB a Melfi oggi, lunedì 20 dicembre, scioperano insieme agli altri operai per protestare contro l'ennesima uccisione di uno di noi. Il giorno 18 dicembre una giovane operaia di 36 anni, dopo il turno di notte, uscita dalla fabbrica non ha potuto più rientrare a casa e rivedere i suoi familiari perché è stata investita da un autobus in un'area completamente al buio nonostante moltissime migliaia di euro siano state elargite per rendere la zona industriale di S. Nicola di Melfi illuminata. Nel 2017 sembra siano stati destinati 700 mila euro all'illuminazione dell'area industriale di Melfi e non si capisce quanti altri soldi siano stati assegnati per quell'area. Durante le giornate autunnali e invernali, per la scarsa visibilità atmosferica la zona industriale in moltissimi punti è priva di luci, in altri punti l'illuminazione è insufficiente, costituendo l'ennesimo pericolo per gli operai.

Questo di Melfi è solo l’ultimo di tanti, troppi episodi che costellano la cronaca, avvenuto lo stesso giorno in cui a Torino tre operai sono morti, e altre persone sono rimaste ferite, a causa del crollo della gru su cui lavoravano. Al momento l’area è transennata e presidiata da vigili del fuoco e polizia municipale.

Prima dell’auto colpita dal crollo, in via Genova era transitato un autobus e solo per un istante si è evitata una strage.

Intanto, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo annuncia che il giorno dei funerali dei tre operai sarà proclamato il lutto cittadino.

Spesso queste morti ‘bianche’ non sono, poiché causate dalla mancanza di rigidi protocolli di sicurezza e stringenti controlli sulla loro applicazione a provocare morti e feriti tra i lavoratori.

Non si può quindi parlare di assenza di responsabilità quando spesso invece si tratta di tragedie annunciate.

In presenza di fatti di tale gravità, le aziende andrebbero chiuse, fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Inoltre, sarebbe doveroso verificare che la miriade di aziende del settore edilizio sorte sull’onda dell’eco bonus 110% rispettino i requisiti tecnologici e formativi e non si tratti in alcuni casi di realtà improvvisate.

 

 

 

 

 

 

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