Sarà ritirato e trasformato in ordine del giorno l'emendamento, presentato dal Movimento 5 Stelle, all'articolo 32 della legge finanziaria del 2022, con cui si prevedeva il ripristino dell'integrazione alla cigs da parte del Fondo di Solidarietà del trasporto aereo all'80% anziché al 60%, come prevede la norma in via di approvazione al Senato.

In altre parole, i lavoratori Alitalia, stante il testo della finanziaria che verrà approvato al Senato con la fiducia per poi passare alla Camera e diventare legge, percepiranno nel 2023 il 25% in meno della prestazione degli ammortizzatori sociali spettanti ai lavoratori del comparto sospesi (cigs+fondo).

In questo modo la Commissione V del Senato ha avallato una modifica agli ammortizzatori sociali dei lavoratori AZ che priverà il personale di terra di Alitalia Sai in A.S. dell'integrazione del fondo nel 2023 e lo ridurrà pesantemente anche per il personale di volo.

Tale provvedimento non trova la sua ragione nelle necessità di risparmio nel bilancio dello Stato ma solo per consentire a Ita di riuscire ad assumere i lavoratori, proponendo uno stipendio tagliato ma che non sarà molto più basso degli ammortizzatori sociali percepiti da coloro che rimarranno a casa.

Il Governo, quindi, prosegue il suo fallimentare percorso di favorire con norme ad hoc il decollo della nano compagnia che non avrà alcun futuro industriale e che abbatte sui lavoratori licenziamenti e addirittura tagli degli ammortizzatori sociali.

Sarà necessario continuare le mobilitazioni a sostegno di una modifica di tale norma il prossimo anno in modo che prima dell'inizio del 2023 l'integrazione del fondo sia riportata al 80% anche per i lavoratori di AZ.

È evidente che se dovesse rimanere al 60% l'integrazione del fondo nel 2023 per i lavoratori Az, oltre a ridurre gli importi degli ammortizzatori sociali del personale di volo, si confermerebbe l'uscita da tale trattamento del personale di terra di Alitalia Sai in A.S.

Non solo: tutti i lavoratori del comparto aeroportuale, i cui salari e le cui attività sono molto simili a quelli dei lavoratori di terra di Alitalia, resterebbero minacciati dalla revoca, di fatto, di tale trattamento di miglior favore.

https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/12/17/manovra-alitalia-cub-trasporti-ridotta-cassa-integrazione_876c6856-0a09-46fa-a7ed-ebe2869249ba.html

È del tutto evidente che l'obiettivo del Governo è quello di revocare i trattamenti del fondo di solidarietà del trasporto aereo a tutti i lavoratori: la funzione politica del fondo in questione sembra ormai esaurita, dopo che è servito per attenuare le ripercussioni sociali e le proteste ai licenziamenti del 2008 e del 2014 nonché nella ristrutturazione del settore.

La Cub Trasporti e AirCrewCommittee condannano la scelta del Governo di far ricadere sui lavoratori Alitalia anche tale inaccettabile decisione.

Vergognoso resta il silenzio di alcune delle altre organizzazioni sindacali che non hanno detto e fatto nulla per impedire tale epilogo.

Inoltre, il Governo conferma la sua rapace iniziativa e il suo obiettivo di continuare ad impoverire i lavoratori colpiti dai processi di deindustrializzazione che si stanno concretizzando in Italia nel silenzio generale.

 

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