Conferenza stampa unitaria Sunia, Sicet, Uniat e Unione inquilini - Roma, 14 dicembre 2021

Martedì 14 dicembre a Roma i Sindacati nazionali della casa hanno riacceso i riflettori sulle politiche abitative nel nostro Paese.
E’ stato lanciato un appello al Governo affinché si trovi un’interlocuzione per una seria pianificazione degli interventi più urgenti per arginare la precarietà abitativa, i cui numeri non sono per nulla incoraggianti: dal 2019 sono 70.000 gli sfratti pendenti, 32mila nel 2020 e altri 40/50mila stimabili per il 2021, per un totale di 130/150mila sfratti eseguibili nel 2022.


Il tutto a saldarsi con la ripresa a breve dei licenziamenti e l’assenza di stanziamenti per arginare la morosità incolpevole.
Si segnala poi la mancanza nel Pnnr di indicazioni politiche per l’incremento di alloggi popolari, unica soluzione praticabile per dare risposta alle famiglie ormai ridotte allo stremo.

 

Per questo i Sindacati inquilini hanno illustrato con precisione i passi necessari per intervenire con misure strutturali.

Walter De Cesaris, segretario nazionale Unione Inquilini, ha dichiarato: “Ieri in Parlamento, nel corso di un’audizione, la Ministra Lamorgese ha smentito il Prefetto di Milano che aveva annunciato una sospensione della concessione della forza pubblica per l’esecuzione degli sfratti fino al 15 gennaio, per garantire l’effettuazione scrupolosa dei controlli Green Pass nella città. Le dichiarazioni del Prefetto sono state definite ‘incaute’ e tali da ‘non rispondere al pensiero del Prefetto né dell’Amministrazione dell’Interno’ in quanto non corrispondono ‘a quelle che sono messe in campo per garantire anche altri servizi”.
E ancora: “Ci permettiamo di segnalare, infine, alla Ministra che dietro al linguaggio burocratico di ‘altri servizi’ si parla in realtà di sfratti che coinvolgono migliaia di famiglie, che quasi sempre riguardano nuclei con minori, spesso monoparentali, molte volte con presenza di invalidità gravi e malati terminali, lasciati, salvo pochissime e meritorie eccezioni, sole ad affrontare una condizione di vulnerabilità drammatica, in una latitanza colpevole delle istituzioni, attestata dal fatto che sono oltre 600 mila le istanze di casa popolare di nuclei aventi diritto che rimangono senza risposta. Un'assenza che comporta la violazione da parte dell’Italia di trattati e convenzioni internazionali, sottoscritti e ratificati. Rispondere a tutto ciò con parole che sembrano incitare i Prefetti a sfrattare anche durante le festività, ci sembra non degno di un Paese civile”.

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