Torino, 14 dicembre 2021La Cub dice no all'accordo stipulato tra Politecnico di Torino e Frontex

Ieri mattina all’ingresso principale del Politecnico di Torino si è tenuto un presidio in concomitanza della seduta del Senato accademico, chiamato a pronunciarsi sull’accordo da stipulare con l’agenzia Frontex.

La Cub, insieme a studenti, associazioni e rappresentanze sindacali di base, ha manifestato il proprio dissenso a tale accordo, che fornirebbe a Frontex materiale cartografico a supporto del lavoro dell’agenzia.

La Cub rivendica invece la cancellazione di tale contratto, che vedrebbe l’Ateneo torinese complice di respingimenti di immigrati e campagne a sfondo xenofobo, opponendosi a un modello di Università pronta ad accettare qualsiasi forma di contratto privato, pur di ricevere finanziamenti

Nonostante le loro richieste i manifestanti non hanno potuto confrontarsi con le istituzioni, non è stata ammessa una delegazione e Il Rettore Saracco, raggiunto il presidio per dare la sua versione dei fatti ha dapprima rifiutato di farsi riprendere per poi allontanarsi alle prime proteste dei dimostranti.

Un comportamento che ha reso evidente che il Politecnico di Torino non ha alcuna intenzione di sottrarsi al ricco contratto da 4 mln con l’agenzia Frontex. Quella stessa agenzia che assolve al compito di attuare disumane politiche di sorveglianza delle frontiere e respingimento dei migranti decise dall’UE.

Così il Senato accademico ha infine approvato, a larga maggioranza, sia l’adesione del Politecnico e della sua controllata Ithaca al progetto Frontex, sia l’ipocrita decisione di introdurre nel contratto “una clausola vincolante, che specifichi l’impegno del personale docente e del committente ad agire in osservanza del rispetto dei diritti umani e fondamentali delle persone, oltre che dei principi dell’integrità della ricerca”.

Clausola che, ovviamente, nulla può garantire poiché contraddice la realtà dei fatti e che, per la sua genericità, non potrà mai essere verificata. Più utile invece a intorbidare le acque, turlupinare i creduloni e gettare un velo ipocrita sulle responsabilità di coloro che l’hanno deliberata.

Continuiamo a ritenere inaccettabile qualsiasi collaborazione con FRONTEX  o con qualunque altra organizzazione o istituzione che operi per costruire barriere spinate o controllare e respingere, nel Mediterraneo, imbarcazioni cariche di povera gente che fugge da un destino di fame, sottosviluppo e morte imposto dalle grandi potenze e dalle organizzazioni internazionali .

La mobilitazione non si ferma e l’obiettivo resta uno solo: IL POLITECNICO DEVE ANNULLARE OGNI COLLABORAZIONE CON FRONTEX PERCHÈ LA RICERCA E IL MONDO DELL’ISTRUZIONE PUBBLICA NON DEVONO NÈ POSSONO METTERSI AL SERVIZIO DI CHI GENERA MORTE E DISPERAZIONE.

 

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