10 DICEMBRE: SCIOPERO NAZIONALE DELLA SCUOLA

Manifestazioni a Torino, Roma, Napoli e Catania, nel corso delle quali i lavoratori e le lavoratrici del comparto scuola riaffermeranno le ragioni di una vera centralità della scuola per la nostra società e daranno voce alle loro rivendicazioni contrattuali, alla necessità di sconfiggere il precariato e alle critiche sulla gestione della sicurezza in pandemia

La Cub Sur e i Cobas, chiamano allo sciopero e scendono in piazza in un momento di grave crisi per il Paese, avendo constatato che, dopo decenni di tagli alla scuola pubblica e due di emergenza, anche l’esecutivo Draghi prosegue nell’attacco al diritto all’istruzione e ai lavoratori della scuola.

“Nonostante l'enorme disponibilità di fondi europei, le scelte economiche del Governo ne certificano la persistente volontà di finanziare l’istruzione pubblica al di sotto della media OCSE (-24 miliardi):

Le proposte salariali per il rinnovo del contratto, scaduto nel 2018 e con stipendi sostanzialmente fermi al 2008, sono ridicole e offensive soprattutto se paragonate alla media europea, a completare il quadro il diffuso precariato, 15% del totale. Ancora nulla è stato fatto per la riduzione strutturale del numero di alunni/e per classe, né sussiste un piano adeguato per il risanamento e la messa a norma degli edifici scolastici, né per la sicurezza, con contrastanti circolari in materia di contagi e quarantene".

“A peggiorare le cose il disegno di legge sull’Autonomia regionale differenziata che spezzerebbe il sistema nazionale d’istruzione e che è ora allegato alla Legge di bilancio. In questo contesto il Governo cerca di mascherare le proprie carenze rovesciando su docenti e ATA provvedimenti contraddittori e assurdi: Da un lato allenta le misure anticovid nelle scuole, dall’altro impone la vaccinazione obbligatoria (con il 95% di vaccinati) violando così il diritto al lavoro e al reddito”. 

Le nostre richieste:

  • Rinnovo immediato del CCNL adeguando, con aumenti significativi uguali per tutti/e, gli stipendi di docenti e ATA alla media europea, senza alcuna differenziazione in base al presunto "merito" o "dedizione al lavoro";
  • Centralità della scuola nel PNRR, attraverso un piano straordinario per l'edilizia scolastica e la sicurezza;
  • Adeguamento permanente alla media OCSE del finanziamento per l'istruzione;
  • Riduzione strutturale del numero di alunni per classe (massimo 20; 15 in presenza di alunni diversamente abili);
  • Assegnazione in forma stabile di ogni posto disponibile in organico, abolendo la distinzione tra organico di fatto e di diritto;
  • Piano straordinario di assunzioni, ad iniziare dai “precari”, sulla base di un percorso per titoli (docenti 3 anni scolastici, ATA 2 anni);
  • Superamento delle storture introdotte, per gli aspiranti supplenti, con l’affidamento delle procedure di compilazione delle graduatorie e di assunzione ad algoritmi approssimativi e inefficienti;
  • Conferma e stabilizzazione dell’organico Covid docente e ATA;
  • Realizzazione di una vera parità di diritti e salario nei diversi ordini e gradi di istruzione e tra il personale precario e non, con l'introduzione del Ruolo Unico;
  • Abrogazione dei vincoli pluriennali alla mobilità per i docenti neo assunti o trasferiti;
  • Formazione e aggiornamento in orario di servizio;
  • Favorire la vaccinazione volontaria, abolire nelle scuole l’obbligo vaccinale e le sanzioni correlate, garantire la gratuità dei tamponi per l’accesso ai luoghi di lavoro;
  • Tutela della salute di lavoratori e studenti, più efficaci misure di contenimento dei contagi attraverso: presidi sanitari permanenti nelle scuole, adozione di valide misure di protezione individuale e distanziamento, sanificazione e ventilazione forzata degli ambienti;
  • NO all'Autonomia differenziata e a ogni forma di regionalizzazione della scuola e dei servizi pubblici, SI' all’uguaglianza dei diritti e dei servizi su tutto il territorio nazionale;
  • NO al monopolio sindacale delle organizzazioni concertative, per una vera democrazia sindacale che restituisca ai lavoratori la facoltà di decidere su contratti, rappresentanza, diritto di sciopero.
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