Si è concluso da circa un'ora, il secondo giorno di presidio degli operai della ex Fca di Cassino, oggi Stellantis. Uniti alla protesta davanti ai cancelli della fabbrica, ci sono anche i lavoratori e le lavoratrici dell’intero indotto per quanto concerne la produzione dello stabilimento di Piedimonte San Germano.  

Forti le preoccupazioni dei lavoratori di FCA ITALY DI CASSINO

Il motivo di questa forte protesta mirata a sensibilizzare tutti, riguardo il dramma che si sta consumando sulla vita di questi operai, soprattutto quelli esterni, dipendenti delle aziende dell’indotto che vivono sostanzialmente di commesse della casa madre Stellantis.

Ormai, sono circa 24 mesi che i lavoratori vivono una realtà allarmante all’interno dello stabilimento e servono conferme e trasparenza da parte dell’azienda oltre che ad un intervento celere del Governo. 

Nella fabbrica si vive un particolare clima di paura. E le prolungate fermate produttive di quest’ultimo anno, come la produzione in serie del suv della Maserati “Grecale” dovrebbe partire solo dopo il primo trimestre del 2022, con il timore di altri rinvii, perché gli stop sono continui, a causa della mancanza dei semiconduttori e, appunto, il rinvio di nuove produzioni danno spiegazioni logiche alle forti preoccupazioni degli operai, proprio per la tenuta dell’occupazione. Peraltro, tra qualche settimana scadranno tutti gli ammortizzatori sociali che hanno tenuto in vita gli attuali dipendenti della ex Fca e dell' indotto. E i 1.000 esuberi strutturali, per i quali è stata chiesta la Cassa di Solidarietà, potrebbero trasformarsi in altrettanti licenziamenti collettivi”, queste le allarmanti parole dell’iniziativa della Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti a Cassino.

 

         Di seguito, la versione integrale del volantino FLM Uniti CUB di Cassino:

 

AGIRE ORA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

Lavoratrici e lavoratori della FCA di Cassino e dell’indotto, nei prossimi mesi scadranno il Contratto di Solidarietà e tutti gli altri ammortizzatori sociali previsti dalla legge. Gli esuberi dichiarati due anni fa alle organizzazioni sindacali, 1.800 unità, per i quali è stato approvato il Contratto di Solidarietà, potrebbero trasformarsi, fin dalle prossime settimane, in licenziamenti collettivi, come sta accadendo in tante altre fabbriche italiane.

Nelle prossime settimane scadranno anche diversi contratti di servizio che la FCA ha stipulato con le aziende terziarizzate e dell’indotto, e qui gli esuberi saranno molto più significativi. Essendo aziende legate alla produzione della FCA, anche in questo caso andranno in scadenza gli ammortizzatori sociali che in questi ultimi quattro anni hanno scandito le settimane e i mesi di fermate produttive.

Nonostante la situazione occupazionale dell’area industriale di Cassino sia al collasso si continua ancora a far finta di niente o a confidare sul provvidenziale intervento dei partiti politici e sindacati confederali che dovrebbero rappresentarci in una eventuale crisi aziendale. La storia sindacale dell’ultimo decennio ci ha insegnato che delegare il futuro occupazionale ad altri è l’errore più grave che si possa commettere. Soltanto l’unità dei lavoratori e del territorio può arginare la volontà di delocalizzazione della produzione, perché di questo si tratta.

Dinanzi a un simile scenario non si può più restare silenti e attendere di trovare i lucchetti ai cancelli per iniziare a protestare. E’ doveroso che da oggi inizi una serie di iniziative che vedano uniti lavoratori, studenti, istituzioni, società civile e mondo dell’associazionismo, per scongiurare ulteriori perdite di posti di lavoro. Novecento posti di lavori persi in tre anni per il mancato turn over e gli incentivi all’esodo degli ultimi mesi disegnano un quadro poco rassicurante dal punto di vista occupazionale. L’acquisizione di FCA da parte di Peugeot, salutata con enfasi e giubilo dall’intero territorio, che avrebbe dovuto garantire la piena occupazione degli stabilimenti italiani, si sta rivelando una mera chimera. Gli stabilimenti FCA di tutta Italia, addirittura anche quelli che non hanno mai sofferto alcuna crisi produttiva, sono al minimo storico, e questa situazione si ripercuote solo ed esclusivamente sugli operai, che negli ultimi anni si sono trovati buste paghe decurtate del 40 e 50%.

La FLMU-Cub lancia un appello a tutte le lavoratrici e i lavoratori della FCA e dell’indotto per definire un percorso unitario di mobilitazioni che ci veda protagonisti fin da ora e prima che sia troppo tardi. Un percorso di mobilitazioni e iniziative pubbliche unitarie per rompere il silenzio sulla vicenda occupazionale dell'aera industriale del cassinate e responsabilizzarci tutti rispetto alle scadenze che ci attendono.

PRESIDIO FUORI I CANCELLI FCA ITALY DI CASSINO

DALLE ORE 12.00 ALLE ORE 15.30

MERCOLEDì 17 NOVEMBRE 2021 INGRESSO 2

GIOVEDì 18 NOVEMBRE 2021 INGRESSO 1

Volantino FLM Uniti CUB del 17 e del 18 novembre 2021 - FCA Italy di Cassino

Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti - Confederazione Unitaria di Base

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