La Segretaria nazionale della Cub Tessili, Nanda Garavaglia: ancora forte preoccupazione per il comparto

Il settore tessile vede enormi difficoltà economiche e di conseguenza occupazionali attualmente legate al doppio filo della crisi, quello della pandemia e quello della guerra in Ucraina. 

Infatti il tessile è stato uno di quei comparti maggiormente colpiti durante il periodo pandemico e, se si sperava in una ripresa graduale in seguito alla fine dell’emergenza sanitaria, dovuto anche alla grande professionalità di quelle migliaia di addetti della filiera (oltre 400 mila) che, hanno fatto sì di mantenere alto il livello produttivo e qualitativo italiano, il rincaro dei prezzi dell’energia e del gas dovuto alla drammatica azione di guerra condotta dalla Russia su territorio ucraino, segnano oggi un preoccupante allarme, aggiungendo il continuo aumento delle materie prime che, con le difficoltà di approvvigionamento rendono davvero instabile ogni processo di ripresa di settore.

Ad oggi, proprio lo shock del mercato energetico rischia di far chiudere aziende che già dichiarano di non sostenere, appunto, i costi di produzione, scaricando così, forti difficoltà economiche anche sugli operai di settore che - come in precedenza detto - messi in CIG Covid durante la pandemia, un altro fermo forzato sarebbe catastrofico per loro.

E’ fondamentale intervenire sul controllo dei rincari dei prezzi, l’indipendenza energetica è un percorso da attuare celermente, ma non fattibile in termini di tempo per risolvere la crisi persistente. Adesso urge un intervento a livello europeo che tuteli quelle imprese davvero in difficoltà e dare garanzia occupazionale, ossia, continuità lavorativa per i dipendenti.

Fermare la produzione, vuol dire mandare sul lastrico migliaia di famiglie e non possiamo permetterci un ulteriore collasso sociale, nonché una perdita economica di settore anche in ottica internazionale.  

Milano, 06.04.2022 

 

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