L'avvento della pandemia di Coronavirus ci ha posto davanti a scenari drammatici, prevedibili ed evitabili e per questo bisogna porsi alcune riflessioni.
Il sistema Rsa/Rsd così come strutturato risponde alle necessità dei pazienti e dei lavoratori? E' ancora accettabile?  La risposta è ovvia, no!


Le Rsa/Rsd, come tutto il sistema sanitario, devono essere gestite dallo Stato.
Per garantire un alto livello qualitativo e l'accesso a tutta la popolazione che ne necessita è impensabile che questo settore venga affidato ad un sistema
approssimato privato che insegue ciecamente il profitto.
Il fine del privato non è quello di garantire la salute e la cura a tutti gli anziani o disabili, ma arricchirsi sulle loro esigenze e sui loro bisogni. Si è creata così una rete di strutture in mano a consorzi o aziende che gestiscono varie RSA/RSD, le quali a loro volta appaltano i servizi (infermieri, oss, asa, pulizie, lavanderia, manutenzione, etc) a varie cooperative.
Questo sistema di appalti lo conosciamo bene e sappiamo che è organizzato per avere costi più bassi possibili e prestazioni ultrafessibili e precarie.

Inoltre non è neanche più sostenibile il sistema di accreditamento delle varie regioni, per cui i padroni devono garantire ad ogni paziente un tot di minuti di assistenza, il cosiddetto minutaggio.
Ogni regione si è sbizzarrita nell'inventarsi un metodo di conteggio, su cui è molto difficile attuare un controllo.
Ciò infatti permette ai padroni di avere il minimo di personale per essere in regola; minimo che non è sufficiente a garantire livelli dignitosi di cura dei nostri cari neanche durante periodi “normali”, non di crisi.
Oggi ne paghiamo le conseguenze a caro prezzo; durante questa pandemia è ben visibile l'effetto che ha la mancanza di personale strutturale. Se poi aggiungiamo il fatto che molti lavoratori si sono ammalati, infettati (soprattutto per la mancanza di Dpi, di prevenzione e formazione), sono sottoposti a stress e turni massacranti, ecco che la frittata è fatta.

Negli ultimi giorni ci viene mostrato ciò che sta succedendo nelle Rsa: ciò rimarrà impresso negli occhi delle persone che a queste strutture aveva affidato il proprio caro e sicuramente condizionerà le scelte delle famiglie che dovranno farlo in futuro.
La popolazione presente nelle RSA/RSD avrà un drastico calo numerico per conseguenza dei numerosi decessi e ciò potrebbe essere usato per attaccare le condizioni dei lavoratori.
La Cub Sanità si opporrà ad ogni licenziamento o utilizzo di ammortizzatore sociale per i lavoratori del settore.

QUESTO È IL MOMENTO DI RENDERE LE RSA E RSD PUBBLICHE, ACCESSIBILI A TUTTI E CON UNA ELEVATA QUALITÀ, E CIÒ SI RAGGIUNGE ANCHE CON UN NUMERO ADEGUATO DI LAVORATORI ASSUNTI, STABILI E CON UN SALARIO ADEGUATO.

Milano 14 aprile 2020

Cub Sanità Italiana
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