Al Palazzo di Giustizia di Milano è ripreso il processo Amianto al Teatro alla Scala che vede come imputati rinviati a giudizio 5 dirigenti del Teatro, accusati della morte di 10 lavoratori a causa dell’amianto.

L’udienza si è tenuta oggi davanti al PM Maurizio Ascione e al nuovo giudice Mariolina Panasiti, Presidente della 9° sezione penale.  Nell’udienza sono stati sentiti i primi testi del PM. L'Ufficiale di Polizia Giudiziaria Sig. Cuzzoni e il Dr. Magna responsabile ATS – PSAL e la Dr.sa Borelli che hanno descritto quali sono gli elementi di collegamento raccolti tra le malattie (decessi) e la presenza amianto alla scala che è un punto di grande rilevanza.

Il processo continuerà con 3 udienze nel mese di maggio per sentire gli ulteriori testi.
In questo processo sono state ammesse come parti civili i familiari dei deceduti, il Comitato Ambiente e Salute del Teatro alla Scala, il sindacato CUB Informazione Spettacolo, e altri soggetti: il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro di Sesto, Medicina Democratica e AIE, la CGIL, INAIL e ATS (ex ASL), ANMIL.

Il Teatro alla Scala è noto in tutto il mondo come il tempio della musica, meno nota era la presenza di grande quantità di amianto che ha colpito i lavoratori uccidendone 10, fra cui diversi tecnici di scena, un orchestrale, una cantante del coro e un vigile del fuoco; le fibre di amianto sono state respirate per anni anche dagli spettatori del Teatro.
Secondo l’accusa i dirigenti erano a conoscenza della presenza nel Teatro dell’amianto, di cui era nota la pericolosità mortale.

Tuttavia essi non hanno protetto adeguatamente i lavoratori, negando le informazioni obbligatorie e non fornendo adeguati mezzi di protezione. Inoltre le diverse ristrutturazioni avvenute negli anni non hanno garantito la bonifica completa di tutti gli ambienti e delle attrezzature. 
Le cartelle cliniche degli ex lavoratori della Scala documentano l’origine professionale certa di malattie mortali come il mesotelioma della pleura o il carcinoma polmonare.
Mentre il processo procede lentamente a causa di formalità e procedure, stiamo purtroppo raccogliendo la documentazione relativa ad altri 5 lavoratori della Scala di cui 3 deceduti e 2 malati gravemente, a riprova che l’amianto continua a uccidere ex lavoratori e a farne ammalare altri tra coloro che sono tutt’ora in servizio. 

Ci aspettiamo che la Magistratura faccia attivamente la sua parte confermando anche a Milano la recente sentenza della Cassazione.

La nostra  lotta continua  per chiedere giustizia.  

Milano, 19 marzo 2018

CUB INFORMAZIONE  E SPETTACOLO

Confederazione Unitaria di Base

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