Il ccnl vigilanza applicato in uno dei cantieri di Coopservice è stata una novità a cui nessuno inizialmente poteva credere. 2,80 euro ora netti non sono tariffe inesistenti nel nostro paese e molti sono i contratti di lavoro che non permettono di sopravvivere.
Mai però un CCNL con queste tariffe era stato sottoscritto da sindacati quali CGIL e CISL tanto da dover dar ragione a Coopservice quando ci scriveva che il contratto è assolutamente regolare perché sottoscritto da sindacati rappresentativi.


E l'aspetto economico non è il solo elemento devastante.
Anche le qualifiche del contratto di lavoro sezione servizi fiduciari permette margini di manovra e di sfruttamento alla parte padronale non indifferenti. Tale contratto viene applicato ad assistenti informatici e a assistenti bibliografici.
Parlando con alcuni ata in appalto delle scuole è sorto il dubbio anche agli stessi lavoratori di potersi trovare un giorno con l'applicazione di tale contratto. Nei centri commerciali bolognesi ormai questo contratto dilaga.
Ovviamente i padroni si sono posti il problema di allineare i contratti infatti  sul sito di Assolombarda si legge: 24 ottobre 2013-Aggiornamento sulla trattativa di rinnovo del CCNL. “Nel corso dell'incontro svoltosi in data 23 ottobre per il prosieguo delle trattative di rinnovo del CCNL, scaduto il 30 aprile 2013, le Parti hanno nuovamente affrontato il tema dell'allineamento contrattuale tra CCNL Multiservizi e CCNL dei "servizi fiduciari"”.
Poi nel Febbraio 2014 sempre assolombarda scrive: CCNL Imprese di pulizia/multiservizi: trattativa del 20 febbraio 2014 - Il 20 febbraio si è tenuta una nuova seduta negoziale.
Poi più nulla. Nessuna informazione né sui portali dei sindacati né in altro sito. Il silenzio preoccupa perché è nel silenzio generale che stato sottoscritto il ccnl vigilanza con l'aggiunta dei servizi fiduciari.
Il blocco delle trattative sul rinnovo multiservizi, forse solo casualmente, avviene proprio dopo che i riflettori si sono puntati sui 2,80 euro a Palazzo Paleotti.
Intanto a Bologna CGIL, CISL padronato ed enti pubblici si impegnano a tener duro insistendo da una parte sul fatto che qualche volta i contratti vengono male e dall'altra che i contratti sono regolari.
Una pantomima che disvela l'arcano molto semplice.
Gli enti appaltano “scegliendosi” le cooperative con una procedura legittima come la centrale di appalto nazionale o regionale; le cooperative, applicando il contratto lavoro fiduciari riescono ad inquadrare anche personale non di vigilanza ad un costo risibilissimo e riescono così ad intascare il 40% della tariffa ad ora che l'ente paga. Non è un caso che Coopservice presenti l'anno scorso il 6,6% di aumento.

Ora a questi signori degli appalti rimane un problema: le pulizie e altri servizi global service che ancora oggi fanno fatica ad inquadrare nel ccnl servizi fiduciari ma la soluzione sembra sia a portata di mano: allineamento del multiservizi, più diffuso, al servizi fiduciari. Ecco come si spiega la cappa di silenzio intorno al tavolo di trattativa nazionale sul rinnovo di quest'ultimo.
Se quest'operazione andrà a buon fine altri saranno i contratti che verranno livellati nel tempo. D'altronde dopo una operazione di questo tipo tutti gli altri lavoratori risulteranno ricchi sfondati a partire dal commercio.
È di pochi giorni fa la dichiarazione di Draghi secondo cui i lavoratori italiani devono accontentarsi di 800-900 euro al mese e non di più. Il ccnl servizi fiduciari, se considerato per le cifre lorde, è già in linea con questa affermazione.
Questo sarà il loro impegno!
Se tutto ciò fosse vero, combattere solo sul fronte tipicamente aziendale non ha senso come non ha senso combattere solo sul fronte territoriale considerate anche le poche energie e i pochi attivisti disponibili.
Da Bologna avevamo fatto partire la campagna “schiavinograzie” che metteva insieme le condizioni da fame del CCNL con la precarizzazione che si sta verificando nei cantieri. Tutti coloro che vengono assunti sono a tempo determinato e con il contratto vigilanza.
La precarietà è scelta dall'azienda per far in modo che il lavoratore non contesti uno stipendio da 600 euro netti al mese per 40 ore di lavoro.
Con le mobilitazioni quotidiane in corso la campagna non è stata adeguatamente curata seppur sul territorio abbia sortito firme e prese di posizione da parte di esponenti non indifferenti del mondo culturale e politico bolognese della vecchia guardia.

Non abbiamo idea se ad oggi il multisevizi sia stato già firmato, ma è certamente nostro compito far uscire allo scoperto “i tavoli segreti”, mettere i sindacati interessati al tavolo di fronte alle loro responsabilità à da subito.

Vorremmo ripartire con la campagna ma ci rendiamo conto che se rimane una cosa bolognese non avrà mai la forza di scalfire minimamente nulla e i lavoratori si sentiranno sempre meno motivati ad agire.

A questo punto chiediamo a FLAICA nazionale e a CUB di far propri i contenuti dell'analisi e di verificare se fosse possibile, con il supporto anche fattivo di alcuni lavoratori di Bologna:
Avviare una campagna per una retribuzione dignitosa in linea con l'art. 36 della costituzione. Le nostre idee erano di rafforzare la campagna con una raccolta firme nazionale, anche via internet, con le premesse del caso e che chieda la cancellazione di tutti i contratti di lavoro che sono sotto una certa soglia retributiva definita dall'art. 36 della Costituzione e la cancellazione del precariato.

Se avviamo in tempi brevi questa iniziativa dandoci tre o quattro mesi per la raccolta firme forse riusciamo anche a bloccare la firma che probabilmente CGIL vuole mettere sull'allineamento del ccnl multiservizi al servizi fiduciari. Una interrogazione parlamentare sulla deriva dei contratti di lavoro e sulla squallida situazione degli appalti e che chieda la cancellazione di questi contratti. n questo senso qui abbiamo parlato anche con gli avvocati per una possibile vertenza legale per arrivare ad una espressione della Corte Costituzionale su tali contratti. Ma ad oggi non abbiamo definito bene la questione. Magari porla all'attenzione anche degli avvocati di Milano non sarebbe male.
 
Avviare un lavoro sulle dimissioni del ministro Poletti sulla scorta dell'aver firmato un contratto a 2,80 euro nette ora, sul voler accettare l'allineamento al ribasso di tutti i contratti di lavoro, per il jobs act e per la sua troppa vicinanza agli affari delle cooperative come dimostrato con l'inchiesta di Roma; Questo serve anche a smascherare Renzi che ha scelto quel ministro!

Una specie di logo che tutti i settori e tutte le federazioni, con le loro energie ovviamente, si impegnano ad utilizzare su tutti i volantini, nei banchetti e nelle iniziative tra i lavoratori di tutti i settori e che con il passa parola si può diffondere tra amici, parenti conoscenti ecc. Parlando di livelli retributivi insufficienti e di precariato troverà certamente interesse.

Si può pensare ad un documento nazionale da consegnare ad autorità del territorio, si può pensare di consegnare un altro documento a tutti i consiglieri degli enti pubblici proponendogli un ordine del giorno.
Si può pensare a conferenze stampa dedicate sulle situazioni territoriali, far intervenire i lavoratori interessati da questi contratti e lavoratori del multiservizi che rischiano i tagli. Utilizzare quindi il logo della campagna come contenitore. Contattare cantanti noti e quant'altro possibile rivolgendosi anche a gente dello spettacolo se fosse il caso.

Da Bologna possiamo garantire degli scritti o dei documenti, possiamo supportare o avviare una petizione on-line garantire iniziative sul territorio e quant'altro poi si renderà necessario.

Per ultimo ma è fondamentale vogliamo soffermarci anche sulla questione rappresentanza di cui i lavoratori hanno conosciuto le reali ricadute sulla loro pelle. Il 22 dicembre presso il tribunale del lavoro di Bologna si discuterà il ricorso art. 28 contro Coopservice e siamo molto preoccupati. Le posizioni del tribunale di Bologna sono quasi sempre scontate: ha ragione il più forte. Tra Coopservice e Università da una parte e noi dall'altra... chiaro che non sarà facile.

La rappresentanza diretta potrebbe essere l'ulteriore parola d'ordine... di questi tempi ne parla anche Landini (sic!)... ma la sua organizzazione firma contratti da fame senza dirlo ai suoi associati.

Questo quanto i lavoratori hanno discusso.

Bologna 16 12 2014

Per i lavoratori
CUB Bologna       


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