Milano, indagini sulla gestione delle società di pulizie. L’ultimo caso riguarda il gruppo Cegalin-Hotelvolver 

di MARIO CONSANI - Milano - Grand hotel evasione. Anche dietro la cameriera che pulisce una stanza d’albergo può nascondersi un datore di lavoro che evade tasse e non paga contributi previdenziali. È l’accusa che la Procura contesta al gruppo vicentino Cegalin-Hotelvolver, da un quarto di secolo specializzato nell’offrire servizi di pulizie alle più importanti catene alberghiere. Un sequestro preventivo da quasi 22 milioni di euro per recuperare l’Iva che sarebbe stata evasa e la richiesta di commissariamento dei vertici sono i primi passi clamorosi compiuti dagli inquirenti milanesi.

 

Un faro di legalità, nelle intenzioni del pm Paolo Storari che coordina le indagini del Nucleo economico finanziario della Gdf, a illuminare un sottobosco di cooperative-serbatoio di manodopera malpagata, sigle come scatole cinesi che si aprono e poi si chiudono riempiendo e svuotando i loro cassetti e truccando le buste paga, spostando i lavoratori come soldatini di carta, spesso senza pagare tasse e contributi previdenziali. E tutto grazie a fatture emesse a carico di altre società altrettanto finte, che a loro volta attestano prestazioni mai rese a committenti che in questo modo, però, risarmiano alla grande in tasse, stipendi e contributi.


Una complessa frode fiscale, dicono gli inquirenti, caratterizzata «dall’utilizzo di fatture soggettivamente inesistenti da parte delle società fornitrici di servizi alle strutture alberghiere e dalla stipula di fittizi contratti di appalto per la somministrazione di manodopera, effettuata in violazione delle normative di settore». Uno schema che ricalca quello che il mese scorso ha portato, sempre in un’inchiesta del pm Storari, ad un sequestro da circa 20 milioni di euro per una presunta maxi frode fiscale a carico di Dhl Supply Chain Italy spa, società del colosso della logistica.

E che somoglia a certe furbate contrattuali assai diffuse che, sempre secondo gli inquirenti, legano i big del cibo a domicilio alle società intermediarie che poi trattano oon i rider.Per questo capitolo Cegalin-Hotelvolver, la Procura milanese (che ha rivitalizzato un fascicolo vicentino dopo la fusione di alcune società che ha spostato la competenza delle indagini) insieme ad Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza stima che dal 2013 al 2016 il gruppo si sia avvalso di 21 società subappaltatrici che hanno impiegato 7.022 dipendenti, aggirando 31 milioni di Iva. Per quasi 22 milioni è stato disposto il sequestro preventivo in un fascicolo che per omesso versamento di Iva vede 10 indagati tra i quali il 55enne fondatore del gruppo veneto, Pierantonio Pegoraro.

Pubblicato il 7 luglio 2021

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