Abbiamo appreso dell’intervento della Guardia di Finanza che ha portato al sequestro di 22 milioni di Euro al Gruppo Cegalin, che riunisce varie cooperative che gestiscono i servizi di pulizia e facchinaggio di svariati hotel milanesi, a recupero dell’Iva che sarebbe stata evasa proprio grazie ai cambi d’appalto.

Durante le mobilitazioni cittadine del settore degli hotel, tra il 2020 e il 2021, erano presenti anche i lavoratori/trici delle cooperative di questo consorzio, rimasti senza FIS da marzo 2020, molti richiamati al lavoro durante il periodo estivo con contratti a chiamata da nuove cooperative del medesimo consorzio, mentre le prime venivano messe in liquidazione a seguito del “Decreto Agosto”, per poi promuovere dei cambi d’appalto.
Avevamo denunciato questa specifica situazione all’INPS, all’Ispettorato del Lavoro ed anche alla Prefettura di Milano, senza però mai ricevere risposte chiare.
Tra settembre e dicembre 2020, avevamo registrato, in alcune strutture alberghiere, un doppio cambio d’appalto, sempre tra cooperative riconducibili al Gruppo Cegalin. Questione sulla quale avevamo ulteriormente attenzionato il rappresentante della Prefettura nel nostro ultimo incontro del 15.01.2021.


Nella nostra lettera aperta a Prefettura, Regione, Comune, Ispettorato e INPS, sulla situazione occupazionale del settore alberghiero di Milano, scrivevamo che il “sistema delle esternalizzazioni dei servizi alberghieri è degenerato in una consuetudine, quella di cambi d'appalto improvvisi - prima della naturale scadenza del contratto siglato col committente: in genere la società o cooperativa esce di scena “per difficoltà economiche” (cui seguono cessazioni di attività o fallimenti) e ne subentra un'altra, generalmente dello stesso consorzio.


Abbiamo esempi di Hotel che nell'ultima decade hanno avuto più di dieci cambi di appalto. Tutto questo avviene con procedure poco limpide, senza la consultazione dei sindacati o con una consultazione meramente formale di funzionari sindacali territoriali. I lavoratori spesso sono ignari di quello che sta accadendo.

In molti casi i lavoratori/trici si trovano a dover lottare per ottenere il TFR e le competenze dovuti dall'azienda cessata, spesso senza riuscirci. Anche questo è un calcolo di convenienza che spiega questi repentini cambi d'appalto.
Riteniamo che a fronte di successivi fallimenti delle aziende consorziate, vada attenzionata dall'autorità di controllo l'attività del Consorzio e non sia più permesso che mantenga l'ingaggio d'appalto.

Ci chiediamo infatti: com'è possibile che un committente mantenga con un certo consorzio il contratto di appalto quando questo continua a subappaltare a sue consorziate che falliscono puntualmente ogni anno?”.
I fatti, oggi, finiscono ancora per darci ragione. Dopo un anno dalle nostre prime denunce, registriamo un intervento delle pubbliche autorità in un settore che è ormai diventato una giungla di precarietà per favorire evasione fiscale e sfruttamento della manodopera.


Per questo continueremo ancora a rivendicare la necessità di potenziare l'attività dell'Ispettorato del Lavoro, con un osservatorio regionale dedicato al sistema degli appalti alberghieri, individuando degli “episodi sentinella” che facciano scattare automaticamente un accertamento ispettivo (come il succedersi di fallimenti di società subappaltanti facenti parte di uno stesso consorzio, che però non perde mai l'appalto con il committente), oltre che la convocazione di un tavolo permanente di confronto fra le parti sociali (Prefettura, Comune, Ispettorato, INPS, sindacati) per analizzare l’andamento del settore, ed affrontare queste problematiche che si stanno già riversando con estrema drammaticità sulle spalle dei lavoratori/trici e delle loro famiglie.


Milano, Luglio 2021

FlaicaUniti – CUB S.I. Cobas Sial Cobas

Il Giorno del 6 luglio 2021 - nella foto la compagna Jessica che ha seguito alcune coop tramite l'ufficio vertenze

 

 

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