Spett.li Prefettura di Milano, Comune di Milano, Regione Lombardia, INPS, Ispettorato del Lavoro

Vi Vorremmo segnalare la seguente condizione di pericolo:

Dall’ estate 2020 le O.O. S.S. sottoscritte, sono impegnate in mobilitazioni e presidi, per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sulla condizione economica disastrosa in cui versano le lavoratrici/ori del settore alberghiero, cioè in uno stato d’incapienza ad assolvere i minimi doveri di sostentamento al nucleo familiare.
Abbiamo partecipato a vari incontri tenutesi presso la Prefettura di Milano, mettendo in evidenza anche specifiche vertenze aziendali; abbiamo incontrato rappresentanti di Regione Lombardia; abbiamo incontrato i vertici dell’Inps Milanese e Lombardo; abbiamo recentemente interloquito anche con i funzionari responsabili degli assessorati al turismo e al lavoro di Milano.
A tutti abbiamo sollecitato un impegno concreto, per cercare di intervenire sulla situazione di estremo disagio economico e sociale che stanno vivendo le migliaia di famiglie di lavoratrici/ori impiegate/i nel settore.

La crescita dei contagi nella nostra Regione non lascia presagire nessun futuro per il settore del turismo, a Milano infatti è ancora in bilico la riattivazione di tutta una serie di eventi su cui si regge la capacità di attrattiva della città.
I piani di investimento per riorientare e rilanciare il settore che ci ha presentato il Comune potrebbero avere in futuro un impatto non irrilevante, ma i risultati non sono ad oggi predeterminabili, inoltre per i prossimi mesi (e probabilmente fino a fine anno), anche a fronte di una diminuzione dei contagi Covid, la ripresa del turismo sarà sicuramente molto difficoltosa ed incerta.


L’auspicata ripartenza economica non può dimenticarsi dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici che garantiscono la professionalità e il buon funzionamento dei servizi, tanto più necessari in una situazione in cui la sanificazione e la pulizia diventeranno sempre più inderogabili.


La nostra richiesta riguarda almeno due questioni essenziali:


1) un'integrazione al reddito per chi è ancora in cassa integrazione 

2) l'introduzione di un procedimento di “convocazione automatica" di un tavolo tra le parti in caso di cessazione di attività o cambi di appalto nel settore alberghiero almeno per l'anno in corso - abbiamo già assistito a casi di cessata attività di aziende che non hanno neanche attivato la procedura di licenziamento collettivo, né di cambio di appalto, confidando sulla confusione e le difficoltà della crisi in corso.


Pertanto, Vi invitiamo nuovamente, come già richiestoVi durante gli incontri precedenti, a far si che le Autorità preposte si attivino per convocare un tavolo di crisi e di confronto fra le parti sociali del settore, per la ricerca di soluzioni che contemperino, allo stesso tempo, l’esigenza di un'integrazione al reddito per i lavoratori in cassa integrazione e garanzie sull'adeguato svolgimento dell’attività lavorativa, che scongiurino situazioni illegittime di sfruttamento.


Certi di un vostro sollecito riscontro, porgiamo distinti saluti.

Milano, 05.03.2021

Scarica la lettera in pdf 

FaceBook