Le ACLI provinciali di Bologna, conosciute da tutti per i loro servizi, traballano sotto una direzione Indecisa, Incerta, Insicura!

 

 

 

 


Le ACLI di Bologna vivono il periodo più buio dalla loro fondazione.
Lo storico Patronato, punto fermo dei cittadini della Provincia, è minacciato da una direzione sempre più evidentemente inadeguata a gestire la folla di utenti che tutti i giorni si rivolgono ai nostri sportelli.
• Centralino chiuso.
• Impossibile raggiungerci telefonicamente. Una strategia sempre più miope e di corto respiro sembra sempre più orientata verso il ridimensionamento delle nostre strutture. La chiusura del principale canale di contatto con il pubblico da circa 2 settimane sembra esserne la prova più evidente.
• Appuntamenti ridotti anche a 20 minuti
• Tempi ridotti all’osso. Oggi gli appuntamenti sono ridotti anche a 20 minuti. Tra una pratica e l’altra ce ne sono altre 2 da “incastrare” rendendo i tempi di elaborazione delle domande palesemente irragionevoli.
• Mancanza cronica di personale.
• Mentre i dipendenti fanno di tutto per far fronte ad una domanda sempre più numerosa e che richiede sempre più attenzione e professionalità, la forza lavoro è diminuita negli ultimi anni e l’ufficio è drammaticamente e palesemente sotto organico.
• Formazione? Fai da te.
• Le continue richieste di una formazione adeguata sono puntualmente ignorate. Si pretendono prestazioni altamente specializzate, che richiedono formazione costante, ma spesso senza fornire gli strumenti adeguati. La Formazione è sempre più delegata al senso di responsabilità del singolo dipendente.
• Responsabilità disattese.
• Ascoltiamo i problemi di tutti. Tutti i giorni ci portiamo a casa un pezzetto di queste storie difficili. Ci si aspetta, anche per questo, che ognuno faccia la sua parte e che chi ha un ruolo dirigenziale si faccia carico delle sue responsabilità, ma questo non accade. I dipendenti sono lasciati soli nella gestione delle criticità, delle lamentele degli utenti esasperati e spesso si accollano responsabilità non loro.
• Nessuna forma di comunicazione o collaborazione tra direzione/presidenza e dipendenti.
• Nessuna forma di vero dialogo ma la continua ricerca di conferme sul proprio ruolo, hanno reso i rapporti tra direzione e dipendenti tesi al limite della rottura. La presidenza ignora le richieste di un incontro oramai da mesi.
Non si perde occasione per manifestare disinteresse per il nostro lavoro, o per fare paragoni con fantomatiche e inesistenti sedi dalla migliore efficienza. I numeri dicono, al contrario di quanto si voglia far credere, che la sede di Bologna è tra le prime in Italia, la prima indiscussa per alcuni servizi, ma questo evidentemente non basta.
Quella che è normale gestione del personale diventa il terreno di scontro. Ogni richiesta di rimborso spese va ripetuta dalle 3 volte in su, ogni richiesta di ferie/permessi ha risposta non prima di 24 ore dalla partenza. Per noi niente bonus vacanze.

I lavoratori si sono rivolti alla CUB, ritenendo che il sindacato di base possa dialogare con la presidenza e con la direzione, poiché libero da “lacci e contiguità” dei sindacati “firmatari”.
Abbiamo tentato in tutte le maniere di far sentire la voce dei lavoratori che subiscono condizioni “estreme” per incapacità di chi “comanda”
Apriamo lo stato di agitazione e annunciamo uno sciopero imminente.
Bologna 24/06/2020
FlaicaUniti – Cub
sede nazionale Milano viale Lombardia 20 fax 0270602409 tel 0270631804
Bologna Via G. Petroni 18/4 tel/fax 0519921763

Comunicato stampa acli Bologna.pdf

FaceBook