Questa previsione trovò però completa applicazione solo nel 1978 quando, a seguito delle lotte operaie, venne istituito il Servizio Sanitario Nazionale, un sistema pubblico e quindi universale, che aveva il fine di garantire il mantenimento e il recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione, senza distinzione di condizioni individuali o sociali.


La salute, secondo la Costituzione, è un diritto fondamentale dell'individuo e un interesse della collettività: per questo non può essere messa a repentaglio né dai datori di lavoro, né dai poteri pubblici.
Eppure in questi giorni di emergenza sanitaria, i decreti governativi hanno permesso alle aziende di definire con piena "libertà creativa" i protocolli anticontagio tanto che, in assenza di controlli stringenti, molti datori di lavoro non hanno investito quanto dovuto nella tutela dei propri dipendenti.
I lavoratori e le lavoratrici, con proteste e denunce, hanno più volte sollevato queste contraddizioni e obbligato le aziende ad attivarsi per fornire strumentazioni e disporre procedure di protezione.
Inoltre, è sotto gli occhi di tutti che la nostra sanità pubblica è al collasso, dopo essere stata martoriata dai tagli (37 miliardi di Euro negli ultimi 10 anni); gli ospedali pubblici venivano chiusi o ridimensionati, mentre si regalavano risorse in maniera più o meno occulta al privato e si introducevano i fondi sanitari privati anche nei contratti collettivi, con la complicità di CGILCISLUIL.
La sanità lombarda è diventata il centro di sperimentazione, e fiore all'occhiello, di questi progetti di privatizzazione: conseguenza del suo indebolimento è stata l'immediata saturazione dei posti letto negli ospedali, che si è cercato di risolvere spostando i contagiati nelle residenze per anziani, strutture gestite da consorzi o aziende private che appaltano i servizi (infermieri, oss, asa, pulizie, lavanderia, manutenzione, ecc) a varie cooperative.
Questo sistema di appalti lo conosciamo bene e sappiamo che è organizzato per avere costi più bassi possibili e prestazioni ultraflessibili e precarie.
Potremmo parlare di disastro in Lombardia: il 50% delle morti di questi giorni legate al COVID sono avvenute in questa regione.
Era questa la sanità che avevano in mente i nostri padri costituenti quando scrivevano il "diritto alla salute"? Certamente no.
Per questo come Flaica-CUB rivendichiamo da sempre a gran voce, e lo facciamo tanto più il 25 Aprile, il DIRITTO AD UNA SANITA’ PUBBLICA, GRATUITA E DI QUALITA’: la lotta di liberazione si è fatta anche per questo!

25 aprile 2020

Flaica-Cub

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