Si è partito a inizio marzo con la consegna precisa da parte del Governo, che nessuno doveva restare in dietro.

Come le pubblicità ingannevoli, la fregatura viene sempre scritto in piccolo. In questo caso il contenuto scritto in piccolo diceva:

“Non vengono pressi in considerazione minimamente i lavoratori stagionali e tutti quelli che veramente ne avranno bisogno”.

Si, per essere precisi, parliamo del famigerato Decreto del Governo chiamato “Cura Italia”. Dove la cosa più semplice del mondo, era quella di procedere all’ universalità della distribuzione dell’aiuto economico, in un caso di emergenza straordinaria come questo.

Purtroppo, come sempre in questi casi, possiamo dire che volutamente si è lasciato gestire il tutto a chi fino ad oggi aveva fatto dell’incapacità di gestire: il proprio marchio di fabbrica.

Per chiarezza, non che i Governi precedenti, qualche volta, abbiano fatto meglio di questi, è consuetudine per loro, tutti, quella di far pagare il conto sempre ai più deboli, ossia i lavoratori precari.

In un paese come il nostro, dove una grandissima quantità di lavoratori vengono impegnati e vivono di turismo e di produzioni stagionali per alcuni mesi all’anno, non aver pensato all’utilizzo dell’universalità nella distribuzione dell’aiuto economico (600 euro che non sono minimamente sufficienti a prescindere) è stata una forma stupida, superficiale quella di condannare migliaia di lavoratori a restare senza nessun sussidio di aiuto in un periodo di confinamento obbligatorio.

E’ che dire, sul fatto che di solito, quando uno si rende conto di aver sbagliato, dovrebbe correre subito ai ripari per rimediare; invece, in questo caso, passato marzo è nulla, sta passando aprile è ancora niente, nessuna risposta. Ci ritroviamo nella condizione in cui, quello che un deficiente annuncia al mattino un altro lo demolisce la sera.

E’ il loro lavoro, essere dei mestieranti della Politica.

Se non parte subito un’azione forte di consapevolezza della categoria, di dover organizzare velocemente una lotta seria contro l’abbandono in cui viene confinata una classe numerosissima di lavoratori, bisogna arrenderci all’ inettitudine dei governanti, calare il capo e prendere bastonate sociali.

Ma non è nella nostra indole, quindi, la nostra richiesta deve essere indirizzata per richiedere un sussidio sicuro e degno per il periodo che resteremo senza lavoro, per consentirci di garantire la sicurezza economica e sociale della nostra famiglia.

Se non saremo credibili nel supportare degnamente la nostra richiesta, le nostre capacità di ottenere il rispetto dei diritti minimi verrà spazzata via insieme alla nostra dignità.

Organizziamoci Ora!

22 aprile 2020

FLAICA CUB Napoli.

FLAICA CUB – Confederazione Unitaria di Base

Via Carriera Grande 1 Piano Scala A, 80131 Napoli

www.cubcampania.org – email – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

FaceBook