Crolla tutto sentiamo dire, questo è un paese che si ferma, tutti a casa. I mezzi di comunicazione e i social non parlano d'altro.

Leggiamo ogni giorno dei ringraziamenti ai medici, agli infermieri, agli operatori del 118. Bene, anche noi le condividiamo in pieno.

Ma in un paese come il nostro, dove l'ipocrisia la fa da padrona, non sento una sola parola di ringraziamento per i ragazzi e le ragazze che lavorano nei supermercati. Senza di loro oggi non avremo la possibilità di stare tranquilli a casa. Non bisogna dimenticare - e noi non lo faremo - tutti i lavoratori che lavorano nelle filiere alimentari e che rischiano la vita ogni giorno, per produrre quello che noi mangiamo a tavola tranquilli nelle nostre case.
Ci soffermiamo sui ragazzi dei supermercati perché è paradossale e per questo parliamo di ipocrisia, perché tutti sanno che, sopratutto al sud, nella nostra regione ancora più, questi ragazzi in moltissimi casi lavorano 8 o 10 ore al giorno pagati dai 400 ai 600 euro mensili. Sfruttati con ritmi di lavoro spaventosi. Vessati e minacciati di licenziamento continuamente. Nella stragrande maggioranza dei casi costretti a lavorare senza nessun diritto sindacale né le minime condizioni di sicurezza. Moltissime di queste lavoratrici sono madri che devono accettare questo sistema di ricatti, altrimenti non avrebbero la possibilità di guadagnare lo stipendio.
Sentir dire che oggi il loro lavoro è necessario per salvaguardare e garantire la quarantena del resto della popolazione, ci rattrista è non lo possiamo accettare . In un paese serio questo non succederebbe mai. Purtroppo da noi succede. E' una consuetudine che gli sfruttati debbano sottostare per garantire i privilegi degli altri. Rischiare la vita per pochi spiccioli non può e non deve essere tollerato, mai più. Chiediamo subito il controllo delle buste paghe, incrociandole con gli orari e la verifica degli assegni portati a casa da questi lavoratori. Combattiamo lo sfruttamento, il vero rischio per loro non è solo il coronavirus ma dover lavorare e continuare a farlo in condizioni di disagio totale, ogni giorno.

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Milano 24 3 2020

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