Come già da qualche settimana e soprattutto in questi ultimi giorni si può apprendere dai mezzi di informazione sembra che all’Ikea di Corsico sia calata un’orda di criminali incalliti dediti alla frode. MA È PROPRIO COSÌ??


Facciamo chiarezza subito su alcune terminologie e modalità di racconto che i mass media hanno utilizzato:
- Non è vero che le lavoratrici e i lavoratori abbiano architettato una modalità propria per frodare Ikea: ci risulta invece che le ETICHETTE CON PREZZI RIBASSATI E FITTIZI erano, fino al 01/09/2018, utilizzate in maniera NORMALE E NORMATA all’interno del reparto.
- Tale pratica viene sospesa discrezionalmente dai vertici manageriali (purtroppo senza alcuna comunicazione formale) in base a picchi lavorativi: ad esempio durante grandi rifacimenti. Questo per sopperire la più indiscutibile delle mancanze: QUELLA DI PERSONALE.
Un lavoratore, inoltre, agisce seguendo le linee di condotta dettate dai propri vertici manageriali. Sebbene avessero proibito alcune pratiche, risulta strano come dal capo reparto ai propri sottoposti tutti violassero tali norme di comportamento, senza che il manager ne fosse a conoscenza.
- È fortemente improbabile che esista un legame o una qualsiasi associazione finalizzata a truffare tra diversi reparti: un o una addetta/o cassa è difficile possa conoscere le procedure decisionali e/o di attribuzione di un prezzo scontato da parte dell'angolo occasioni.
È POSSIBILE CHE MANAGER E ADDETTI ALLA SICUREZZA NON SI FOSSERO ACCORTI DI NULLA? AVREBBERO DOVUTO E POTUTO FERMARE IN BUONA FEDE L’ERRORE PRIMA?
Siamo consapevoli che la violazione del codice di condotta, soprattutto per mancanze rispetto al patrimonio, urta la sensibilità del sentire comune, ma quanto sopra descritto ci rende un quadro totalmente differente.
NON CI RISULTANO AL MOMENTO AVVISI DI GARANZIA E APERTURE DI INCHIESTE. MAGISTRATURA CHE NEL CASO ACCERTERÀ EVENTUALI FATTISPECIE DI REATO.
UN ALTRO DATO CERTO CHE ANCHE I MASS MEDIA AVEVANO RIPORTATO È LA RISTRUTTURAZIONE IN ATTO IN IKEA: FORME SPURIE SONO GIÀ STATE MESSE IN PRATICA E CONTINUANO A ESSERE PRATICATE.
CI CHIEDIAMO: NON È CHE LASCIAR CORRERE, O ALTRIMENTI AVALLARE, COMPORTAMENTI CHE AVREBBERO POTUTO PORTARE A COLPEVOLI MANCANZA SIA STATO UN MODO CONSAPEVOLMENTE FINALIZZATO A METTERE IN DIFFICOLTÀ 34 LAVORATORI/TRICI A TEMPO INDETERMINATO, ASSUNTI PRE JOBS ACT, E ATTIVI SINDACALMENTE??
DAVVERO I VANTAGGI ECONOMICI CHE SI POSSONO TRARRE DAI PREZZI SCONTATI SU ARTICOLI DI ARREDAMENTO, POSSONO VALERE L’ANZIANITÀ AZIENDALE, IL SALARIO, E LA CERTEZZA DI UN LAVORO?
Come FlaicaUniti – CUB e SGB pensiamo che la flessibilità estrema, i contratti precari e il ricorso spropositato agli stage, i part-time imposti, le mansioni indefinite, gli stipendi poco sopra la soglia di povertà e i licenziamenti illegittimi abbiano generato lavoratori “traumatizzati” e, molte volte, un clima di oppressione nei vari reparti.
E' NECESSARIO ANCHE IN IKEA RIDARE DIGNITA' ALLE CONDIZIONI DI LAVORO, CON UNA CONTRATTAZIONE SINDACALE, A PARTIRE DAL RINNOVO DEL C.I.A., CHE SI BASI SU REGOLE DI EFFETTIVA RAPPRESENTATIVITÀ E IN CUI I LAVORATORI ABBIANO VOCE IN CAPITOLO IN MERITO ALLA DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI ECONOMICI, LA REDISTRIBUZIONE DEL REDDITO PRODOTTO E L'ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO.
Marzo, 2019
Federazione Lavoratori Agro-Industria Commercio e Affini Uniti – CUB
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