DIRITTI, DEMOCRAZIA E INVESTIMENTI

Il CCNL Turismo, che copre circa 1,5 milioni di lavoratori, è scaduto ormai dal 2013.


Le trattative intavolate dalle organizzazioni datoriali con Cgil–Cisl–Uil, per ora, hanno portato a un nulla di fatto a causa delle posizioni insostenibili assunte dai padroni. Questi chiederebbero, infatti, non solo di andare a contenere pesantemente il costo del lavoro (prevedendo aumenti salariali risibili e riducendo le maggiorazioni per il lavoro supplementare e straordinario, il ricorso ai ROL, l’incidenza degli scatti di anzianità e il numero di eventi di malattia coperti per i primi 3 giorni) ma anche di eliminare tutta una serie di tutele in caso di cambio di appalto, a partire dal già non riconosciuto art. 18,così da facilitare i licenziamenti.

 


Aciò dovrebbe aggiungersi anche l’introduzione del T.U. sulla Rappresentanza del 10 gennaio 2014, con il quale si vorrebbe eliminare la democrazia dai luoghi di lavoro cercando di espellervi il dissenso, limitando la partecipazione alle elezioni delle RSU solo a quelle organizzazioni sindacali che abbiano acconsentito a non creare problemi in caso di stipulazione di accordi aziendali. Questo, però, a Cgil-Cisl-Uil non interessa, dato che di questo accordo sono stati i principali estensori.
Tutto ciò significa che in questo settore economico, dalle potenzialità tali da poter fungere da volano per la ripresa economica del paese,la strategia industriale delle aziende continuerà a fondarsi sulla esternalizzazione dei servizi, taglio dei salari e dei diritti senza prevedere alcun piano di investimenti per garantirne lo sviluppo. E’ una situazione inaccettabile: per questo motivo, come FLAICA UNITI CUB, avanziamo una serie di proposte su cui modellare il rinnovo del CCNL.
Proposte che hanno un duplice intento: incrementare sia lo sviluppo economico del settore,sia i diritti e il benessere di chi vi è impiegato:


AUMENTI SALARIALI DI 250 €, per adeguare il potere d’acquisto dei lavoratori al costo della vita.


ABOLIRE GLI ENTI BILATERALI E LA COVELCO E, CON LE RISORSE RISPARMIATE, SVILUPPARE UN PIANO DI INVESTIMENTI PRODUTTIVI. Enti Bilaterali e Covelco sono istituti finanziati con una trattenuta al salario obbligatoria per tutti i lavoratori – che noi chiediamo di eliminare – e ulteriori importanti contributi a carico dei datori di lavoro. Questi istituti non hanno nessuna utilità per i lavoratori, servono solo alle organizzazioni datoriali per comprarsi la remissività di Cgil-Cisl-Uil, finanziando i loro bilanci consentendogli di mantenere i loro apparati burocratici.
Chiediamo che queste risorse vengano invece dirottate verso un piano di investimenti produttivi per aumentare e migliorare l’occupazione.


NON APPLICARE AI LAVORATORI INTERESSATI DA CAMBIO D’APPALTO LE DISPOSIZIONI SUI LICENZIAMENTI PREVISTE DAL “JOBS ACT”, così da contrastare ricatti e licenziamenti ingiustificati.
• Nel settore del Turismo si ha la possibilità di fare un ampio ricorso a forme contrattuali precarie e collocazioni orarie iper flessibili. In molti casi ciò è giustificato da particolari esigenze aziendali, come nel caso di attività che si svolgono solo in determinati periodi dell’anno o della giornata.

Per evitare che queste figure vengano utilizzate eludendo gli obblighi contrattuali e di legge, chiediamo che si estenda il potere di controllo dei lavoratori, trasferendo gli OBBLIGHI DI INFORMAZIONE E CONSULTAZIONE ANCHE AL LIVELLO DELLE SINGOLE UNITA’ PRODUTTIVE: così, le rappresentanze sindacali in azienda, potranno richiedere periodicamente alla direzione un esame congiunto degli indicatori economici e degli aspetti attinenti all’organizzazione del lavoro e alla produzione (contratti, turni, mansioni ecc…).


PER UNA VERA DEMOCRAZIA SINDACALE, contro l’accordo del 10 gennaio 2014 e con libere elezioni di RSU in tutte le unità produttive senza la quota del 33% riservata a Cgil-Cisl-Uil.
Riconoscimento di tutti i diritti sindacali previsti dallo “Statuto dei Lavoratori” e voto vincolante dei lavoratori sia in fase della presentazione delle piattaforme per il CCNL che di un eventuale accordo.


NASPI DI DURATA NON INFERIORE AI 6 MESI per tutti i lavoratori del settore, così da garantire adeguata copertura economica in caso di cessazione del rapporto di lavoro anche agli stagionali.

Federazione Lavoratori Agro-Industria Commercio e Affini Uniti – CUB
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