Oggetto:    COMUNICAZIONE  SULL’INCONTRO CON TRENITALIA DEL 03 GENNAIO 2006 E ALTRE COMUNICAZIONI   
Come gran parte di voi sa già,
lo scorso 03 gennaio si è tenuto a Roma un incontro tra Trenitalia e Associazioni dei consumatori con all’ordine del giorno il nuovo orario ferroviario.  



Questo incontro
sollecitato da alcune Associazioni dei consumatori si configura tuttavia nell’ambito dei periodici incontri che da tempo intercorrono tra Trenitalia e Associazioni dei consumatori.  

L’importanza dell’incontro del giorno 03 è data dalla gravità e dalla insostenibilità à della situazione del trasporto ferroviario, tanto che ha visto la partecipazione inaspettata dei massimi vertici del Gruppo (Elio Catania, Roberto Testore, Massimo Ghenzer), presenze che hanno permesso di addivenire ad un “si conviene”, ovvero un accordo che prevede un percorso tecnico-operativo (vedi allegato) in cinque punti. Pertanto non si tratta di un protocollo e/o di un accordo firmato dalle parti, ma di un punto di partenza sul quale “convengono” le parti.  

Considerata
la tipologia di questo percorso nel quale, per il momento, Trenitalia invita soltanto le Associazioni dei consumatori (vedi incontro del 13 gennaio a Piacenza) e non i Comitati/Associazioni dei pendolari, riteniamo che già dal primo incontro di Piacenza debbano partecipare i Comitati/Associazioni dei pendolari delle Regioni Lombardia ed Emilia Romagna. In tal senso ACU si fa portavoce di questa esigenza e chiede a tutte le Associazioni dei consumatori di esprimersi nel merito.  

E’ opportuno, in ogni caso, sottolineare che l’incontro del giorno 03 (vedi presenze allegate) iniziato circa alle 13.30 e terminato alle 18.45, si è caratterizzato  per una tensione dettata dai continui  disagi e ritardi alimentati ulteriormente dall’introduzione del nuovo orario. Le Associazioni dei consumatori hanno ripetutamente chiesto il ritorno al vecchio orario (vedi interregionali, ecc.) e quindi alle precedenti tariffe. Accanto a questa richiesta se ne sono aggiunte altre che si trovano scritte nel “si conviene”, mentre altre ancora sono state avanzate da ACU e consistono nel fornire un bonus fino al cento per cento per il mese di febbraio 2006 a tutti gli abbonati italiani di Trenitalia quale “risarcimento” per i  disagi/ritardi subiti nei mesi di dicembre 2005 e gennaio 2006.  

In tale contesto ACU
ha dichiarato che la Campagna di disobbedienza civile, già annunciata per il primo febbraio 2006, comporterà il non acquisto dell’abbonamento, e la presentazione di quello del mese precedente, con la consegna di un modulo prestampato che verrà stampato e distribuito in tutta Italia in circa 500.000 copie.  ACU ha sostenuto che se già dal primo incontro del 13 non si perverrà ad un esito positivo per i viaggiatori e i pendolari, ACU si riterrà libera dai successivi incontri con Trenitalia e si dedicherà concretamente alle azioni indicate nella Campagna e con ulteriori azioni legali a sostegno dei diritti dei viaggiatori (si informa che ACU ha già avviato due cause  civili contro Trenitalia che riguardano l’utilizzo di locomotori inquinanti e la mancata assistenza nel trasporto di due persone diversamente abili).  

In risposta
a quanti ci chiedono “chi pagherà” le eventuali sanzioni comminate da Trenitalia agli abbonati/passeggeri, nell’ambito della Campagna che abbiamo proposto, ACU afferma che tali multe non vanno assolutamente pagate da nessuno ma, a fronte di dimostrati ritardi e disservizi indicati nel modulo proposto e consegnato al capotreno, vanno avviate, con il sostegno del servizio legale di ACU, specifiche azioni di tutela/risarcimento in sede legale che eventualmente vanno fatte  seguire da un tentativo di transazione stragiudiziaria in sede nazionale e regionale direttamente con la Direzione di Trenitalia.   

Ci pare proprio che la pressione esercitata verso i dirigenti di Trenitalia, anche durante l’incontro del 03 gennaio, ci permetta di ritenere che qualche risultato si possa ottenere, tuttavia non bastano assolutamente le segnalazioni a Trenitalia ma sono necessarie azioni più incisive sia verso l’Azienda che verso le Regioni e verso il Ministero.  

Infine, in vista dello sciopero dei ferrovieri del 26 gennaio, riteniamo opportuno un incontro con tutte le Organizzazioni sindacali da effettuarsi quanto prima per definire un punto di vista comune su quanto sta accadendo, così da poter presentare in una conferenza stampa unitaria almeno due giorni prima, le posizioni comuni assunte. Questo percorso darebbe, certamente, un impulso importante a tutti quegli interventi strutturali necessari per ricondurre il trasporto ferroviario italiano sulla giusta carreggiata ed in tempi più rapidi possibili.  

Un cordiale saluto.

Milano, 09 gennaio 2006                                  
                                                                                  Gianni Cavinato

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